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Quando il VIX fa l'elastico

Gaetano Evangelista
 

Che il sentiment sia tiepido, è testimoniato dal sottopeso dei money manager segnalato dal Fund Manager Survey; dal posizionamento light dei fondi hedge; nonché dalla nuova emorragia registrata dai fondi comuni azionari retail.

Continua la danza degli indici a ridosso delle resistenze chiave: l’Eurostoxx è a meno di un punto indice da quota 3600 punti, il nostro All Share Italia ex Banche è salito di 5 centesimi di punto percentuale meno di quanto avrebbe dovuto per prodursi in un breakout inappellabile, mentre lo S&P è sempre alle prese con questa soglia a 3000 punti che gli operatori in opzioni difendono strenuamente.

La stagione degli utili darebbe pure una mano, ma ieri ci si è messo il dato deludente sulle vendite al dettaglio a raffreddare un po’ gli entusiasmi più recenti (si fa per dire, visto che il Fear&Greed rimane sotto l’asticella dei 50 punti, malgrado Wall Street sia a ridosso dei massimi assoluti). D’altro canto, che il sentiment sia complessivamente tiepido, è testimoniato dal vistoso sottopeso degli operatori professionali: è quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate nell’ambito del Fund Manager Survey, di cui si siamo occupati nel Rapporto Giornaliero ieri; nonché dal posizionamento dei fondi hedge, risultante agli stessi livelli contenuti del 2002, del 2008 ed infine del 2011.

Non sorprende in questo contesto che i piccoli investitori adottino atteggiamenti improntati alla cautela. Secondo la ICI (Investment Company Institute), nell’ultima settimana dai fondi comuni azionari americani sono defluiti 11.5 miliardi di dollari. Per fornire una misura del disimpegno conseguito, si consideri che il dato si colloca al settimo percentile di tutte le rilevazioni dal 2013 ad oggi. Inutile dire che questo denaro non è stato ritirato: è entrato pressoché integralmente nei fondi obbligazionari. Delle prospettive del reddito fisso ci siamo occupati estensivamente nelle ultime settimane. Non ci facciamo certo pregare nel fornire nel rapporto di oggi ulteriori ragguagli.

Malgrado queste misure dal significato univoco, gli operatori del mercato delle opzioni non sembrano così terrorizzati, a giudicare dal repentino calo del VIX: passato in meno di due settimane da letture superiori ai 20 punti, a meno dei 14 punti degli ultimi due giorni. In linea teorica un fenomeno del genere dovrebbe indurre una reazione verso l’alto della volatilità di mercato, e di conseguenza un ridimensionamento del mercato azionario. Il rapporto di oggi si sofferma estensivamente sulla risposta conseguente di Wall Street.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online