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Quante cose potrebbe fare la sinistra. Il punto critico di Corrado Formigli

·2 minuto per la lettura
Photo credit: LeoRossi - Getty Images
Photo credit: LeoRossi - Getty Images

Mentre la destra si gode le riaperture (chi è religioso faccia una preghiera, chi non lo è almeno uno scongiuro) attribuendosene il merito, la sinistra conferma la sua incapacità di intestarsi battaglie popolari o almeno identitarie. Così oggi che gli italiani sembrano animati da un’incontenibile voglia di libertà repressa e allontanano il pensiero disturbante dei 120.000 morti di covid, assistiamo a uno schema già noto. Salvini che esulta e annuncia nuovi traguardi politici, Enrico Letta che insegue cercando un orizzonte per il suo Pd.

Provo a suggerire qualche priorità. Ricordate l’enfasi su sanità, ospedali e medicina di base da cui ripartire dopo il covid? Una bella inchiesta di Domani ci spiega che nel famoso Pnrr (il piano nazionale di rinascita e resilienza) per la salute pubblica ci sono solo 20 miliardi, meno di un terzo di quelli richiesti dal ministro Speranza. E meno dei 37 miliardi tolti alla sanità negli ultimi dieci anni (dati Gimbe). Se a questo modesto finanziamento aggiungiamo il mancato cambio di passo sui fondi alla ricerca (occorre ricordare che siamo fra i Paesi che non hanno un proprio vaccino?), la conclusione è facile: il governo Draghi, puntando su transizione ecologica e grandi opere, cioè su un rialzo il più rapido possibile del Pil, rischia di lasciare l’Italia sguarnita di fronte alle prossime emergenze sanitarie. Purtroppo già prevedibili alla luce dei cataclismi climatici futuri.

Poi c’è il tema del sommerso. Perché la sinistra non torna a occuparsi sul serio di lavoro nero proponendo una sanatoria dei lavoratori clandestini irregolari? Proprio in questi giorni le campagne italiane si riempiono di schiavi piegati a terra a tre euro l’ora: che cosa propone il Pd? E quando sapremo i piani sulla riapertura dei flussi migratori regolari? Sanatoria e ius soli non sono battaglie “buoniste” ma assicurazioni sul futuro: chi è regolare infatti delinque meno e paga le tasse. Infine, occorre rilanciare un progetto europeo comune per tornare a pattugliare il Mediterraneo e salvare le vite di chi affoga a largo dell’Italia. Non è una battaglia facile, si capisce. Ma restituirebbe alla sinistra una statura politica.

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