Quanto conta il pacchetto? Analisi della psicologia del destinatario

La consegna di un regalo è solo l’ultimo stadio di un processo in cui l’obiettivo è gratificare il prossimo: la persona amata, il collega, l’amico o il parente carissimo. Ma come in tutte le “grandi opere” attenzione a non scivolare sull’ultimo passaggio: l’involucro esterno. Se pensate che serva a poco, sbagliate. In Giappone, ad esempio, la parola “tsutsumi”, ovvero pacco, oggetto, dono, deriva da verbi col significato di avvolgere, coprire, ma anche nascondere, tenere segreto. E rappresenta un’arte davvero peculiare più sbilanciata sulla percezione estetica che sulla valorizzazione del regalo vero e proprio: anticamente, infatti, alcuni tsutsumi realizzati per cerimonie speciali restavano chiusi, e non andavano aperti.

La confezione, anche nella nostra cultura, protegge il dono, ma al tempo stesso, spesso, è un segnale del suo valore e dell’impegno messo al servizio della causa. La psicologia del destinatario conta molto, e non basta dire che “il pensiero è tutto”. Quando la strenna è impacchettata ad arte, meglio se in negozio, crescerà la considerazione del valore del presente; ma inevitabilmente, in alcuni casi, verrà meno il fattore sorpresa: non mancherà, sull’involucro, un segno identificativo della provenienza della merce.

Quando il dono è incartato a casa, salta all’occhio l’artigianalità, e non sempre la stessa è un buon viatico per chi riceve, a meno che il packaging non denoti una preparazione lunga e meditata. Spesso, nell’impacchettamento, soprattutto quello realizzato in negozio, e delegato ad altri, trionfa un certo conformismo. Il vero passo avanti, quando si incarta, è tenere conto della persona a cui si offre l’oggetto, perché anche il dettaglio svela e dichiara.

Una confezione legata ad esempio con nastro nero di raso, o comunque di stoffa, piacerà, indipendentemente dal contenuto, anche di non grandissimo valore, agli amici fashion addicted. I regali incartati in normale cartone, o carta riciclata legata con spago, saranno percepiti come ecologici e bio-friendly.

La carta di giornale o di rivista è indicata per amici intellettuali, che amano indugiare sui dettagli. Il pacco è comunque una professione di impegno: chi sceglie di destinare il regalo all’interno di uno shopper, chiuso con un semplice nastro, dirà al mondo che preferisce la via più breve e indolore. Occhio anche a non sminuire il valore delle vostre scelte. Secondo una ricerca del Pamplin College, pubblicata sul Journal of Consumer Research, chi impacchetta insieme un presente grande e costoso con uno più piccolo e che vale meno finirà per ridurre il valore percepito di tutto il pacco.

Se accostate insomma a un maglione pregiato una camicia di poco conto, oppure un buono acquisto per completare il dono, chi lo riceverà finirà per sminuire il valore del pezzo “forte”, perché la prospettiva di chi dona e di chi riceve è radicalmente diversa. Chi regala pensa sia meglio abbondare; chi riceve valuterà l’associazione di due pezzi diversi come una compensazione.

Decisiva, infine, è anche la scelta del colore: la percezione visiva dell’aspetto cromatico provoca risposte di carattere emotivo e psicologico di grande varietà, ed ecco perché è un elemento da non sottovalutare. E’ pur vero che spesso sono le occasioni di festa a dettare il colore degli incartamenti, con una certa prevalenza del rosso, per le classiche festività natalizie e per le lauree.

Per chi invece vuole infrangere codici cromatici troppo rigidi, facciamo un breve recap della psicologia cromatica. Il rosso ispira sentimenti passionali, ma il colore preferito dagli europei di sesso maschile è il blu, che rappresenta sicurezza e responsabilità. Incartare un dono col blu, farà la gioia di coloro che non si aspettano di essere stupiti. Il giallo è un colore stimolante e positivo, e così l’arancione; il verde è da evitare se gli amici sono scaramantici: per alcune persone è simbolo di malattia e superstizione. Il nero è sofisticato e misterioso, e in combinazione con l’oro può creare un effetto chic ed elusivo. Gran finale per l’oro e l’argento: colori nobili e di prestigio, rendono automatica l’associazione con beni costosi e di lusso.

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