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Quanto costano i sacchetti della frutta nei diversi supermercati

Sacchetti bio, l’Italia è l’unica ad applicare la direttiva Ue (Getty)

di Fabrizio Arnhold

Non sembra placarsi la rabbia dei consumatori per la scelta del governo di far pagare i sacchetti bio al supermercato. Con l’entrata in vigore dell’articolo 9-bis della legge di conversione 123/2017, dal primo gennaio 2018 nei supermercati e nei punti vendita italiani sono arrivati i sacchetti ortofrutta biodegradabili, che hanno sostituito quelli gratuiti di plastica.

Quanto costano i nuovi sacchetti?

Non sono gratuiti, il prezzo viene addebitato sullo scontrino. Secondo gli esperti le buste bio graveranno per circa 20 euro all’anno sulla spesa degli italiani. La cifra non può essere precisa al centesimo perché ogni punto vendita applica un prezzo diverso per la nuove buste. La maggior parte delle catene applica il prezzo di 2 centesimi a sacchetto (Auchan, Conad, Coop Italia, Eurospar, Gruppo Gros, Iper, Simply, Famila, Lidl, MD, Todis, Gulliver, Bennet, Penny e molti altri). La lista la sta completando il Fatto Alimentare, raccogliendo anche le segnalazioni degli utenti.

Il gruppo dei 3 centesimi

C’è anche chi fa pagare di più la controversa sportina. In prezzo maggiorato di 1 cent, può essere giustificato se la busta avesse una resistenza maggiore, quindi con uno spessore superiore alla media e per essere anche usata per l’umido domestico, al pari dei sacchetti venduti apposta per la raccolta differenziata. I supermercati che fanno pagare 3 centesimi sono Italmark, Lando, NaturaSì e Trigre amico.

Non solo plastica

L’alternativa ai nuovi sacchetti di plastica biodegradabile e compostabile è la carta. Alcune catene hanno iniziato a proporre gratuitamente le buste di carta. Succede da NaturaSì e Dpiù. Mercatò e Fico Eataly World hanno scelto di utilizzare esclusivamente sacchetti di carta.

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