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I quattro pilastri di Schroders per valutare la sostenibilità aziendale

Virgilio Chelli
·3 minuti per la lettura
I quattro pilastri di Schroders per valutare la sostenibilità aziendale
I quattro pilastri di Schroders per valutare la sostenibilità aziendale

Una valutazione che è meglio non esternalizzare, preferibile utilizzare un sistema proprietario come quello messo a punto dagli esperti della casa londinese

Gli investitori hanno a disposizione diverse fonti e indici per valutare la sostenibilità di un’azienda, ma Katherine Davidson, Portfolio Manager, Global & International Equities di Schroders sostiene che un’analisi proprietaria sia più efficiente e propone il sistema sviluppato e implementato con il supporto del team di Schroders dedicato agli investimenti sostenibili, per analizzare il ‘Quoziente di Sostenibilità’ di una società. L’obiettivo, secondo l’esperta di Schroders, deve essere quello di stabilire la durevolezza del modello di business di un’azienda sul lungo termine, comprendendo a fondo ‘cosa fa sì che una buona azienda resti tale’, perché solo le società gestite in un’ottica di lungo termine e con attenzione per tutti gli stakeholder saranno in grado di mantenere crescita e rendimenti superiori alla media.

TROVARE AZIENDE CHE SONO ‘SPECIALI’

Spesso i mercati tendono a ignorare le previsioni di lungo termine, faticando a valutare fattori non finanziari e non riuscendo a valorizzare in modo adeguato società in grado di generare in modo continuativo crescita e rendimenti superiori alla media. Secondo la Davidson, per trovare queste società ‘speciali’ e decidere di investirvi non bastano i rating di terzi, che hanno soprattutto tre limiti: punteggi calcolati guardando al passato, rating a volte incoerenti, peso eccessivo attribuito a politiche e target dichiarati, che tende quindi a favorire le aziende più grandi, spesso europee.

UN APPROCCIO SU QUATTRO PILASTRI

L’approccio di Schroders basato sul Quoziente di Sostenibilità è invece basato su quattro pilastri. Il primo è il rispetto per l’ambiente non solo a livello di prodotti ma anche di operatività, verificando che anche i fornitori rispettino elevati standard e considerando eventuali controversie ambientali in cui l'azienda sia stata coinvolta. Il secondo è il trattamento giusto ed equo di dipendenti, fornitori e clienti. Per questi ultimi la sicurezza dei prodotti e il rapporto qualità-prezzo vengono considerati fattori chiave, come anche l'uso e la protezione dei dati.

COMUNITÀ E ALLOCAZIONE DEL CAPITALE

Poi vengono l’attenzione alla comunità e una prudente allocazione del capitale. Il Quoziente calcolato da Schroders tiene conto dei benefici o danni alla società arrecati dalle attività dell'azienda, i rapporti con autorità normative e comunità locali e il pagamento delle tasse, avvalendosi dello strumento proprietario SustainEx per quantificare quest’aspetto. Il quarto pilastro invece riguarda aspetti come i rendimenti per gli azionisti, gli standard di governance e la trasparenza.

PROBLEMI CHE SFUGGONO AI RATING ESTERNI

Il tutto permette a Schroders di individuare problematiche che potrebbero non essere considerate dai rating esterni, giungendo in alcuni casi a conclusioni fondamentalmente opposte rispetto a quelle dei provider terzi. Ovviamente nessun azienda è perfetta, ma il framework messo a punto da Schroders aiuta anche a individuare le aree di relativa debolezza su si può fare engagement, per cercare di migliorare pratiche o comportamenti futuri. La Davidson si dice convinta che non esistono ‘verità assolute’ ricavabili da un certo numero di dati, e per questo nel suo framework Schroders pone le stesse 20 domande a tutte le aziende, indipendentemente dal settore o dall’area geografica.