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Quirinale 2022, invito a pranzo con vista sul Colle: il nuovo inquilino si decide a tavola

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(Adnkronos) - Invito a pranzo con....il presidente della Repubblica. Sarà la bella giornata, con il sole che splende su Roma, sarà l'emergenza Covid che impone ingressi contingentati a Montecitorio e, soprattutto, alla buvette, ma alla vigilia della prima chiama dei grandi elettori per il Quirinale i ristoranti nei pressi della Camera registrano il tutto esaurito. E torna attuale, immediatamente, un classico: la politica a tavola.

Con il nulla di fatto atteso per la prima chiama, dove tutti i gruppi hanno già annunciato scheda bianca, e in attesa che i leader stringano le trattative per l'accordo per il Colle, i grandi elettori scambiano a tavola le ultime impressioni sul nome del presidente della Repubblica, fanno pronostici e scambiano informazioni fondamentali per il Colle. E così, per essere aggiornati sul 'borsino' dei vari candidati conviene fare un giro nei ristoranti del centro.

A piazza della Maddalena, a pochi passi dal Parlamento, un corposo gruppo di grandi elettori di Forza Italia ha discusso animatamente nel dehors di 'La Maddalena', con Roberto Occhiuto e Licia Ronzulli tra gli altri, a ridosso in attesa della seduta delle 15. A pochi passi, in piazza del Parlamento, la 'Caffetteria al Parlamento' da un pò fa sempre il pieno di politici. Tra i più assidui, la leghista Laura Ravetto. Il segreto? La vista sul Palazzo ma, soprattutto, è uno dei pochi locali con tavoli all'aperto baciato dal sole.

Ma i ristoratori della zona di Montecitorio non avevano certo bisogno dell'elezione del capo dello Stato per aprire le loro porte ai politici. Le riunioni, più o meno clandestine, 'attovagliati' nei pressi della Camera sono routine. A piazza Di pietra, adorabile scorcio sulla via pedonale che porta al Pantheon, i gestori assicurano di avere molti parlamentari tra i clienti. In particolare, assicurano, quelli di Italia viva.

Anche nella (presunta) Terza Repubblica l'abitudine della 'chiacchiera' a tavola non è affatto tramontata. Anzi. Una delle ultime location degli 'attovagliamenti' è l’Arancio d’oro, a pochi passi da piazza di Spagna, utilizzata anche da Giuseppe Conte e Luigi Di Maio ai tempi del governo gialloverde.

Maggioranze, governi, alleanze, tradimenti e presidenti della Repubblica sono stati fatti nei locali delle strette vie del centro storico di Roma. L'unica differenza è il menù, una volta da trattoria romana, oggi anche etnico come il sushi di 'Daruma', sempre a piazza del Parlamento, amato da molti parlamentari grillini. Oppure fusion come da 'Coso', in via in Lucina, tavolo fisso per Luigi Di Maio prima dell'approdo alla Farnesina.

E come non citare 'Pastation', in piazza Campo Marzio, gestito da Tommaso Verdini, figlio dell’ex parlamentare azzurro ancora attivissimo per queste elezioni del Quirinale.

E poi ci sono sempre i grandi classici: 'Fortunato' al Pantheon, amato dai parlamentari di maggiore esperianza del Pd, una volta meta prediletta di Fanfani e De Mita. L'Osteria del sostegno, al Pantheon. 'Il moro', a due passi da fontana di Trevi, defilato, prima opzione di molti big del Psi a partire da Bettino Craxi. E poi 'Grano', lanciato nella mappa politica-gourmet più di recente da un celebre faccia a faccia Pierluigi Bersani-Matte Renzi, allora ancora sindaco di Firenze. Da sempre, insomma, cibo e potere si dimostrano ingredienti che si sposano alla perfezione.

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