Italia markets close in 39 minutes
  • FTSE MIB

    24.225,23
    +160,18 (+0,67%)
     
  • Dow Jones

    31.173,05
    -80,08 (-0,26%)
     
  • Nasdaq

    11.375,92
    -12,58 (-0,11%)
     
  • Nikkei 225

    26.739,03
    +336,19 (+1,27%)
     
  • Petrolio

    112,83
    +0,62 (+0,55%)
     
  • BTC-EUR

    28.196,08
    -147,33 (-0,52%)
     
  • CMC Crypto 200

    664,37
    -9,01 (-1,34%)
     
  • Oro

    1.834,80
    -6,40 (-0,35%)
     
  • EUR/USD

    1,0565
    -0,0022 (-0,21%)
     
  • S&P 500

    3.896,34
    -4,45 (-0,11%)
     
  • HANG SENG

    20.717,24
    +596,56 (+2,96%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.676,97
    +36,42 (+1,00%)
     
  • EUR/GBP

    0,8464
    -0,0017 (-0,20%)
     
  • EUR/CHF

    1,0293
    -0,0001 (-0,01%)
     
  • EUR/CAD

    1,3549
    -0,0020 (-0,15%)
     

Quirinale 2022, si apre fronte in M5S: Draghi al Colle e patto legislatura

·5 minuto per la lettura

(Adnkronos) - Da un lato la volontà che Mario Draghi resti a Palazzo Chigi, espressa dal leader Giuseppe Conte pur non ponendo veti sul nome dell'ex numero uno dalla Bce, dall'altra un gruppo di parlamentari che iniziano a chiedersi se non sia il caso di aprire la strada alla corsa del premier al Colle, perché tutti gli indizi sembrano portare lì. Ieri nell'assemblea dei grandi elettori del M5S diversi interventi sono andati in questa direzione. Patto legislatura che punti dritto al 2023 -la sintesi- e nessun veto, tanto meno su una figura autorevole come quella di Draghi. Sono interventi dello stesso segno -una decina in tutto- ma che si susseguono all'avvio della riunione, tanto da indurre il leader del Movimento a prendere la parola, ricordando che di veti non ce ne sono, ma che è utile che Draghi resti a P.Chigi per il bene del Paese. E che il patto si fa con cittadini non è un patto di legislatura, gli interessi di chi è fuori dai Palazzi devono essere la rotta del Movimento.

Il fatto che i pro-Draghi parlino uno dopo l'altro, ad avvio di riunione, dà adito a sospetti negli uomini più vicini al premier. Ovvero che gli interventi abbiano dietro una 'regia', perché nell'assemblea chi prima si prenota meglio alloggia, e le prime voci sono tutte di parlamentari considerati vicini, o quasi, a Luigi Di Maio. Del resto nel Movimento si respira un clima da guerra fredda, oggi -fotografia dell'atmosfera- il portavoce del ministro degli Esteri ha dovuto precisare non ci fosse una riunione di 'dimaiani', rumors che rimbalzava alla Camera.

"Nessun veto su nessun nome purché ampiamente condiviso, per le stesse ragioni che hanno garantito il nostro sostegno al governo Draghi. Questo ci fa comprendere come il primo veto che deve cadere è quello sul nome dell’attuale presidente del Consiglio", dice tra i primi Generoso Maraia. Anche Danila Nesci, sottosegretaria del governo Draghi, invita a sgomberare il campo dai veti, "tanto meno su Draghi, basta con i “mai” che poi siamo costretti a rivedere perché il quadro politico è in continua evoluzione. Patto di legislatura, con tutte le forze politiche e a prescindere da chi andrà al Colle: non possiamo dare un messaggio di caos al Paese sulla gestione della pandemia e del Pnrr".

"Il Movimento 5 Stelle per l’importanza dei numeri che gestisce in Parlamento non può imporre alcun veto sulla persona di Draghi, perché è certamente tra i pochissimi nomi che posso aiutare a coniugare il nuovo Presidente della Repubblica e un patto forte e serio di legislatura per calmierare il caro bollette, rendere operativo il Pnrr e gestire la fine della pandemia", fa eco Gianfranco Di Sarno. Mentre Marialuisa Faro invita a non porre "veti che in questi anni ci hanno messi alla gogna. Il “mai” ci ha portato a fare passi indietro. Non rifacciamo questo errore. Dobbiamo essere più sinceri coi cittadini".

Sulla stessa linea l'intervento di Andrea Caso, mentre Gianluca Vacca, ex sottosegretario per giunta considerato molto vicino all'anti-Draghiano per eccellenza Alessandro Di Battista, arriva a rimarcare come Draghi sia "il profilo più autorevole in campo", ferma restando la condizione sine qua non di un patto di legislatura che accompagni il suo eventuale addio a Palazzo Chigi.

Un fuoco di fila, a cui tuttavia si susseguono poi interventi di segno opposto, a partire dai due capigruppo di Camera e Senato Davide Crippa e Mariolina Castellone, che rimarcano come Draghi al Colle equivalga a un nuovo governo, con tutti i rischi del caso per il Paese. Altrettanto chiaro l'ex ministro Vincenzo Spadafora, che sottolinea con forza come aprire una crisi -passaggio inevitabile con Draghi al Colle- possa anche precipitare il Paese a elezioni. Ma è l'intervento di Conte a fine assemblea a frenare la fronda, quando l'ex premier sottolinea come, con un nuovo governo e un premier diverso alla guida, il voto online, ovvero il via libera della Rete, diventi indispensabile.

"Il Movimento 5 Stelle per l’importanza dei numeri che gestisce in Parlamento non può imporre alcun veto sulla persona di Draghi, perché è certamente tra i pochissimi nomi che posso aiutare a coniugare il nuovo Presidente della Repubblica e un patto forte e serio di legislatura per calmierare il caro bollette, rendere operativo il Pnrr e gestire la fine della pandemia", fa eco Gianfranco Di Sarno. Mentre Marialuisa Faro invita a non porre "veti che in questi anni ci hanno messi alla gogna. Il “mai” ci ha portato a fare passi indietro. Non rifacciamo questo errore. Dobbiamo essere più sinceri coi cittadini".

Sulla stessa linea l'intervento di Andrea Caso, mentre Gianluca Vacca, ex sottosegretario per giunta considerato molto vicino all'anti-Draghiano per eccellenza Alessandro Di Battista, arriva a rimarcare come Draghi sia "il profilo più autorevole in campo", ferma restando la condizione sine qua non di un patto di legislatura che accompagni il suo eventuale addio a Palazzo Chigi.

Un fuoco di fila, a cui tuttavia si susseguono poi interventi di segno opposto, a partire dai due capigruppo di Camera e Senato Davide Crippa e Mariolina Castellone, che rimarcano come Draghi al Colle equivalga a un nuovo governo, con tutti i rischi del caso per il Paese. Altrettanto chiaro l'ex ministro Vincenzo Spadafora, che sottolinea con forza come aprire una crisi -passaggio inevitabile con Draghi al Colle- possa anche precipitare il Paese a elezioni. Ma è l'intervento di Conte a fine assemblea a frenare la fronda, quando l'ex premier sottolinea come, con un nuovo governo e un premier diverso alla guida, il voto online, ovvero il via libera della Rete, diventi indispensabile.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli