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Quirinale, nel Pd tanti no a Belloni e monta ira contro Conte: "Basta asse con Salvini"

·2 minuto per la lettura

(Adnkronos) - C'è chi a sera mette nero su bianco che su domani mattina alle 8 se sarà portato il nome di Elisabetta Belloni all'assemblea dei grandi elettori Pd, "ci sarà un scontro epico". Sul nome della capo dei Servizi si registra uno stop trasversale nelle componenti dem, "all'interno dei gruppi parlamentari ed anche nella compagine ministeriale", si riferisce all'Adnkronos. Il malumore è "sul nome della Belloni, non su Letta", puntualizza una fonte parlamentare.

Il segretario viene descritto come 'cauto' in questa delicata fase di trattativa che, come ha detto in tv, "finalmente si è aperta" ma "con 4 giorni persi per colpa del centrodestra" che ha puntato su candidature di parte. E anche oggi è sembrato che il film si riavvolgesse tornando a lanciare nomi nella mischia. Una nota del Nazareno denuncia, senza mezzi termini "la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa".

Di chi? Di Matteo Salvini e Giuseppe Conte. E monta tra i parlamentari l'irritazione verso l'alleato, da molti ormai considerato sempre meno come tale. "E' da una settimana che Conte cerca l'asse con Salvini. E Frattini e ora Belloni... Basta", sbotta un parlamentare di peso del gruppo Camera.

Sempre le stesse fonti sottolineano come, dopo la batosta di Salvini su Casellati, sui era arrivati a stringere il confronto su una rosa strettissima: Pier Ferdinando Casini, Mario Draghi, Sergio Mattarella. "E Conte che fa? Con Salvini riapre i giochi, ma come si fa?". E se anche l'ipotesi Belloni dovesse uscire di scena, ormai la fiducia in Conte è ai minimi se più di un parlamentare dem si chiede: "Ok togliamo Belloni dal tavolo, ma togliamo anche l'asse Salvini-Conte o no? Perchè se lo schema è questo, tolta Belloni comunque, vanno avanti così".

"Sono finalmente in corso -sottolineano fonti del Nazareno- dopo il fallimento del muro contro muro voluto dal centro destra, confronti e discussioni su alcune possibili soluzioni. Tra queste anche candidature femminili di assoluto valore. Ma ci vuole serietà, la cosa peggiore è continuare -si evidenzia- col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa. Per noi rimane fondamentale preservare l’unità della maggioranza di governo".

E poi si rimarca il boom di consensi a Mattarella: "Intanto invitiamo tutti a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del Presidente Mattarella". Ma diverse fonti dem confermano che al momento "su Mattarella non ci siamo ancora" nonostante la valanga di voti di oggi che comunque rappresenta un segnale politico dal Parlamento da parte di settori M5S e anche del Pd. La trattativa a tarda sera sembra ancora lontana da un esito positivo.

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