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Raccolta fondi, Omicron e inflazione frenano i flussi

·3 minuto per la lettura

Nel mese di novembre, gli investitori hanno riversato 51,4 miliardi di euro nei fondi a lungo termine domiciliati in Europa, 15 miliardi in meno rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto principalmente al crollo della domanda per i fondi azionari.

In un mese in cui i mercati internazionali hanno viaggiato sostanzialmente piatti (il Morningstar Global Markets Index NR ha segnato lo 0,04%, in euro), lo spettro azionario ha incassato 18 miliardi di euro, segnando così la peggior raccolta mensile dal luglio 2020. I fondi azionari Europa e UK a grande capitalizzazione sono stati tra i più impopolari del mese. La scoperta della nuova variante di Coronavirus Omicron il mese scorso ha innescato un aumento dei volumi di scambio sui mercati (segno di una crescente incertezza) e un sostanziale sell-off nei fondi azionari alla fine di novembre.

I comparti obbligazionari hanno incassato 18,5 miliardi, in salita rispetto ottobre. Un risultato di cui hanno beneficiato soprattutto i fondi obbligazionari globali e quelli corporate in euro. Questi ultimi hanno registrato il loro miglior mese dal luglio 2020.

Allo stesso tempo, i fondi esposti alle materie prime hanno perso per strada 100 milioni di euro. Gli strumenti esposti ai metalli preziosi (soprattutto ETC su oro) sono quelli che hanno sofferto di più con 63 milioni di euro ritirati nel mese, seguiti dai metalli industriali e dalle commodity energetiche (35 e 26 milioni di deflussi netti, rispettivamente).

I fondi bilanciati hanno goduto di un altro mese positivo (11,3 miliardi di afflussi netti); i fondi bilanciati moderati globali in euro sono stati i principali beneficiari, con 3,4 miliardi raccolti. I fondi alternativi sono riusciti a rimanere in territorio positivo per il decimo mese consecutivo, incassando 1,8 miliardi.

Infine, i fondi del mercato monetario hanno raccolto 35,8 miliardi di euro, il loro secondo miglior risultato mensile negli ultimi 16 mesi. La migrazione verso prodotti a reddito fisso e monetari suggerisce che gli investitori stiano cercando di proteggere i loro portafogli dall’inflazione e più in generale che stiano adottando un approccio cauto, nonostante le forti performance del mercato azionario di quest’anno.

Attivi Vs Passivi

I fondi indicizzati a lungo termine hanno registrato una raccolta netta pari a 17,1 miliardi di euro a novembre contro i 35 miliardi raccolti dai fondi a gestione attiva (la tabella sottostante include solo i dati per le principali asset class).

Dal lato attivo, i fondi bilanciati hanno registrato la domanda più elevata (11,3 miliardi). Seguono i fondi azionari gestiti attivamente, con 10,4 miliardi di afflussi netti, ben al di sotto dei 15,6 miliardi di ottobre.

Dal lato passivo, i fondi indicizzati azionari hanno incassato 3,3 miliardi in meno dei loro concorrenti attivi, mentre i fondi passivi obbligazionari hanno attirato 9,7 miliardi, segnando il secondo miglior risultato mensile dal giugno 2020.

Il mercato dei fondi indicizzati europei a lungo termine è salito al 21,82% del totale al 30 novembre 2021, dal 20,18% un anno prima. Includendo i fondi monetari, che sono di dominio dei gestori attivi, la quota di mercato dei fondi passivi si attesta al 19,38% a fine novembre, contro il 17,63% di 12 mesi prima.

Di Valerio Baselli

Autore: Morningstar Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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