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Radio, Montefusco (Rds): "Tempo dell'attesa finito, ora a pieno titolo nel digitale"

(Adnkronos) - "Il tempo delle attese, delle riflessioni è finito. La Radio merita finalmente di entrare a pieno titolo nel digitale. Ovviamente quello terrestre. Abbiamo dovuto attendere per oltre venti anni che si liberasse la banda VHF, usata senza limiti dai servizi televisivi ed in particolare dalla Rai, per poter disporre del piano nazionale delle frequenze per il servizio DAB. Attendiamo fiduciosi la delibera dell’Agcom. Nella consultazione abbiamo avuto modo di verificare, approfondire i contenuti del piano che ha ricevuto la nostra approvazione. Si può fare sempre meglio, ma in questo momento e nella circostanza in cui ci troviamo la proposta presentata è la migliore possibile". Lo afferma il presidente di Radio Dimensione Suono Eduardo Montefusco, in un'intervista a Newsline, commentando la notizia che a fine mese Agcom pubblicherà il PNAF per la radio digitale.

"Se l’Italia svendesse le frequenze FM in uso da quasi cinquanta anni ai paesi ex Jugoslavia, allora avremmo immediatamente un ottimo accordo, ma non avremmo più la Radio. Quindi ripeto non c’è altro tempo - aggiunge - Se, come avete pubblicato, esistessero pressioni sull’Autorità per ritardare ulteriormente l’emanazione del Piano, sarebbe molto grave. Agcom è totalmente indipendente, non posso credere che accetterebbe mai interferenze".

"Abbiamo totale fiducia nell’azione di Agcom. In questo frangente ha dimostrato grande sensibilità verso il settore radiofonico, ha operato con totale trasparenza e con elevatissima professionalità tecnica, superando ostacoli che per altri sembravano insormontabili. Il Piano è stato definito “temporaneo” per evidenti motivi in relazione ai futuri eventuali accordi con i paesi adriatici. In ogni caso, per quanto abbiamo appreso, è un piano che può soddisfare tutte le esigenze e dare piena stabilità al settore sviluppando definitivamente il DAB. Dobbiamo ringraziare Agcom per aver avuto la forza e l’indipendenza necessaria per assolvere a questo obbligo", prosegue Montefusco.

Secondo il presidente di Rds "le pretese di alcuni paesi erano e sono inaccettabili per l’Italia. Se qualcuno pensa diversamente significa che non ha compreso il valore e il servizio – ricordiamo servizio pubblico – che svolge la Radio pubblica e privata del nostro paese. Il coordinamento delle frequenze FM non era e non può essere oggetto di negoziato a quel tavolo. Chi vuole unire indissolubilmente questi due importanti aspetti compie un grave errore. Direi non comprende la nostra storia e la nostra realtà. Il Piano Ginevra 84 per le frequenze FM non è mai stato ratificato, era sbagliato e inapplicabile. Lo ha detto a suo tempo il governo, lo abbiamo ripetuto per decenni. Con piena acquiescenza di tutti i governi e istituzioni che hanno operato nelle comunicazioni in questi lunghi quaranta anni".

A proposito di FM: il piano si farà o si interverrà chirurgicamente sui singoli casi di perturbazione? "Non c’è al momento una risposta - replica Montefusco - Il nuovo TUSMAR a fatica ha trovato nel testo finale un compromesso con un specifica gradualità di iniziative. Un percorso lungo e difficile legato all’evoluzione del mercato della radio DAB. Non si possono stravolgere i tempi e le regole. Posso solo ricordare che qualsiasi piano FM sconvolgerebbe il mercato radiofonico che com’è noto non vive una stagione d’oro. Salterebbero centinaia di aziende. Se è questo ciò che si vuole lo si dica senza infingimenti".

Quanto agli stati esteri che ci accusano di utilizzare una ridondanza impiantistica fuori da ogni logica, il presidente di Rds sottolinea che "per formulare accuse servono prove e non solo enunciazioni. Anche noi lamentiamo interferenze e l’utilizzo improprio di potenze e impianti inutili. Lo ripeto il Piano Ginevra 84 non è applicabile, oltretutto è frutto di un’altra epoca politica e geografica".

"L’articolo 50 del TUSMAR è chiaro - afferma - Posso capire che a qualcuno non è piaciuta la versione finale ed avrebbe preferito la prima versione che poteva spazzar via la radio italiana senza rendere conto a nessuno. Adesso è in vigore il testo approvato e quello va osservato da parte di tutti, anche nostra ovviamente. Non ci sono scorciatoie. La sequenza degli adempimenti è chiara e va rispettata a partire dall’immediata approvazione del piano DAB. Poi seguiremo ogni evoluzione sicuri della vigilanza di Agcom".

Quanto all'ipotesi che nel 2025 si possa assistere al superamento del DAB sulla FM, "voglio essere diretto e chiaro - dice Montefusco - Sono un sostenitore del DAB da alcuni decenni, ben prima di chi oggi propone lo switch off. Il DAB si sta sviluppando con grande successo. E’ una tecnologia meravigliosa che poteva trovare ancora più spazio se fosse stata pianificata secondo le disposizioni della lontana legge del 2001. Si ho detto bene del 2001. Oggi l’estensione dei servizi è inarrestabile anche se legato al mercato dell’auto. Tutti noi sappiano della sua fase critica. Parlare di date e di superamenti è un gioco di simulazione poco reale, direi fuorviante. Per rispondere alla sua domanda vedremo quando sarà quel giorno, lavoriamo intensamente. Intanto siamo soddisfatti dei risultati raggiunti sia per la copertura sia per la diffusione dei ricevitori che hanno superato i dieci milioni di esemplari".

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