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Rame potrebbe essere il prossimo petrolio: almeno per qualche anno

·3 minuto per la lettura

Rispetto al prezzo dello scorso anno, il rame (XCU) è balzato del +95,60% un aumento che indica una tendenza importante e che non si può più trascurare.

Il rame è ai massimi da dieci anni, ed è seguito dall’acciaio, dal palladio e dall’alluminio. E per il futuro il prezzo del metallo rosso potrebbe salire ulteriormente, come di recente ha stimato la Bank of America (BAC).

Cosa sta accadendo? Alcune informazioni le avevamo già fornite nella guida dedicata all’investimento nel rame, qui vediamo cosa ha da dire per il futuro del metallo la banca americana.

Rame a 20 mila USD per tonnellata entro il 2025

La Bank of America stima che entro il 2025 il rame potrebbe schizzare al ragguardevole prezzo di 20 mila dollari USA per tonnellata, mentre al momento costa circa 10 mila dollari a tonnellata.

Secondo l’analista della banca statunitense, Michael Widmer, come riportato da Cnbc, il livello attuale del rame è agli stessi livelli visti 15 anni fa in termini di tonnellate.

Ciò avviene perché le economie si stanno riaprendo, la domanda sta crescendo in modo esponenziale e le riserve di rame sono sufficienti per tre settimane di domanda al massimo.

Un problema che accomuna il rame ad altre materie prime, infatti, anche i future sul legname di luglio sono balzati a 1.541 per mille piedi tavolari sul Chicago Mercantile Exchange (CME Group), riporta Teleborsa.

Nell’immediato i problemi sono legati l’approvvigionamento e ai colli di bottiglia nella catena di fornitura. Una repentina riapertura delle economie, con una grande domanda repressa che chiede di essere soddisfatta, potrebbero creare nei prossimi mesi molte difficoltà e far aumentare ulteriormente i prezzi.

Le costruzioni e ristrutturazioni che riprendono a lavorare a ritmi più elevati, il settore automotive in forte trasformazione verso i veicoli elettrici, sono tutti fattori che faranno aumentare in modo significativo l’inflazione prossimamente. Senza dimenticare la necessità di avere più rame a disposizione per la digitalizzazione.

Per l’investitore, significa che acquistare rame ora potrebbe essere una scelta corretta per il suo portafoglio finanziario, sia dal punto di vista opportunistico che per salvarsi dall’aumento dell’inflazione nei prossimi anni.

Il backwardation

L’analista spiega che nel mercato dei future del rame, il sottostante potrebbe arrivare al punto di essere scambiato a prezzi più alti rispetto al mercato dei future. Un fenomeno che viene definito di backwardation.

Inoltre viene ricordato che in occasione della carenza di scorte di nichel nei magazzini del London Metal exchange (LME) nel 2006/2007, si verificò un aumento del prezzo del metallo di oltre il +300%. Un fattore di cui bisognerà quindi tenere conto nel breve periodo.

Investire nel rame ora e poi

In definitiva, secondo l’analista di Bank of America, nel 2021 e nel 2022 si verificherà un calo delle scorte che dovrebbe portare il prezzo del rame su fino a 13 mila dollari per tonnellata.

Nel 2023 e 2024 si verificherà un ribilanciamento, ma nel 2025 si stima una nuova pressione sulla scorte che dovrebbe ulteriormente far salire il prezzo del rame.

Sarà fondamentale nei prossimi anni anche l’uso del rame riciclato, che dovrebbe aumentare dalle 4.200 tonnellate del 2016 alle 6.700 tonnellate del 2025.

This article was originally posted on FX Empire

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