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Rame verso i massimi da dieci anni

Fabrizio Arnhold
·3 minuto per la lettura
Rame verso i massimi da dieci anni
Rame verso i massimi da dieci anni

Destinato a giocare un ruolo da protagonista nella rivoluzione verde, il metallo rosso guida il rally delle materie prime. Quotazioni in rialzo anche per alluminio, acciaio e palladio

Si sta aprendo un nuovo super ciclo per le materie prime? Aumenta il numero degli analisti che sostengono la tesi, supportata dai prezzi in rialzo dei principali metalli. Il rame fa segnare un deciso aumento e si avvicina ai massimi da dieci anni, dal 15 febbraio 2011, per la precisione, quando toccò il massimo storico di 10.190 dollari a tonnellata. Prezzi in salita anche per alluminio, acciaio e palladio, spinti soprattutto dalle prospettive di aumento dei consumi per le tecnologie verdi.

RAME VERSO I MASSIMI

Oggi il rame ha toccato una quotazione massima di 9.965 dollari a tonnellata, per poi ritracciare. Secondo il parere degli esperti, il prezzo del rame riflette da una parte l’indebolimento del dollaro e dall’altra uno squilibrio fra una domanda in ascesa, soprattutto in Cina, e un’offerta che non sta al passo e cresce a ritmi inferiori. In Cile, infatti, nei giorni scorsi ci sono state proteste nei settori minerario e portuale, con ripercussioni sulla quotazione del rame, considerato che il Paese è il primo produttore mondiale.

IMPIEGATO NELL’INDUSTRIA ELETTRICA

Il rame è impiegato soprattutto nell’industria per la realizzazione di circuiti elettrici. Nel 2020, il 19 marzo, in piena pandemia, il rame era crollato a 4.371 dollari a tonnellata. In più di un anno il metallo ha messo a segno una risalita vigorosa che, di fatto, gli ha permesso di raddoppiare il prezzo entro fine anno. Dall’inizio del 2021 il rame è cresciuto del 20%.

BOOM PER ACCIAIO, PALLADIO E ALLUMINIO

Il rimbalzo riguarda anche l’alluminio che si avvicina ai massimi da tre anni, ma la crescita è anche per acciaio e palladio che toccano valori di prezzo senza precedenti. Il rally delle materie prime riprende la corsa, dopo una pausa tra marzo e aprile, spinta dall’ottimismo per la ripresa economica che gli analisti attendono a partire dal secondo trimestre dell’anno. Nel prossimo futuro i piani di stimolo, in Europa ma anche negli Stati Uniti, dovrebbero ulteriormente sostenere la domanda, con investimenti mirati allo sviluppo infrastrutturale e alla decarbonizzazione.

LA RIVOLUZIONE VERDE

Il rame è il metallo che dovrebbe maggiormente beneficiare della spinta verso l’elettrificazione e tra le materie prime appare in pole position per scattare sulla via della rivoluzione verde. Non è certo un mistero che molti analisti guardano la quotazione del rame come anticipatore dell'andamento del Pil. L’alluminio è vicino ai massimi dal 2018, a 2.382 dollari a tonnellata, il palladio - impiegato per la produzione di marmitte delle auto a benzina - venerdì della scorsa settimana ha aggiornato il suo record, a 2.925,15 dollari l’oncia. Care anche le quotazioni del ferro e dell’acciaio. Super ciclo o no, la corsa dei metalli è ripresa. E per Goldman Sachs il rame è il nuovo petrolio e toccherà quota 10mila e 500 dollari a tonnellata per spingersi fino a 15mila dollari entro il 2025. Boom della domanda (+600%) entro il 2030.