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Rapporto Cerved, Nordest guida l'Italia nella svolta sostenibile

·4 minuto per la lettura

Il Trentino Alto Adige, con Bolzano, guida le regioni del Nord per la sostenibilità. Seguono Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Veneto. E' la fotografia del Rapporto Cerved 'Italia Sostenibile' che misura fragilità e punti di forza del Paese, analizzando i livelli di sostenibilità nel territorio dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

LA SITUAZIONE DEL NORDEST - Il Trentino Alto Adige, con Bolzano, guida le regioni del Nord per la sostenibilità. Seguono Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Veneto. Quest’ultima risulta in buona posizione nella sostenibilità sociale (4a regione) ed economica (6a), in ritardo in quella ambientale (13a). Il dossier conferma l’esistenza di un netto divario tra il Nord e il Sud del Paese, con una forte correlazione tra la dimensione economica e quella sociale e ambientale. Le aree con un più robusto sistema produttivo delle Regioni settentrionali riescono a garantire ai cittadini occupazione e redditi, con prestazioni di welfare migliori e maggiori investimenti nella tutela dell’ambiente e del territorio.

Bolzano, insieme a Milano e Bologna, sono le prime tre città con la più alta sostenibilità generale. Ecco le prime dieci: Bolzano, Milano, Bologna, Reggio Emilia, Trento, Padova, Torino, Bergamo,Pordenone e Udine. Nella classifica della sostenibilità economica abbiamo tra le prime dieci: Milano, Bologna,Trieste, Genova, Torino, Padova, Bolzano, Parma, Firenze e Venezia. Nel ranking della sostenibilità sociale abbiamo: Bolzano, Trento, Milano, Parma, Reggio Emilia, Modena, Padova, Bologna, Forlì-Cesena e Brescia. Infine, nella classifica della sostenibilità ambientale troviamo nella top ten: Bolzano, Trento, Genova, Lecce, Prato, Livorno, La Spezia, Firenze, Pordenone, Valle D’Aosta.

LA SITUAZIONE DI VENEZIA - Secondo il report, Venezia evidenzia buone performance nelle dimensioni economiche (10) e sociali (14), ma è in grave difficoltà sotto il profilo ambientale, confermando i grandi problemi legati soprattutto al turismo di massa. Emerge la centralità di un progetto di riqualificazione green non solo delle attività produttive tradizionali (industriali e portuali) ma della stessa attività turistica, e del rapporto tra il polo attrattivo di Venezia e l’entroterra. La città, con la sua economia fondata sul turismo internazionale, è anche la più colpita dall’impatto del Covid, con forti rischi di impatto sull’occupazione e sugli investimenti.

FATTORI PER LA SOSTENIBILITÀ - "La crescita del tessuto produttivo e del benessere di un’area dipendono in forte misura dalla sua attrattività, ovvero dall’esistenza di opportunità favorevoli per gli investitori - rileva l'analisi - La comparazione internazionale mostra le difficoltà del nostro Paese nell’attrarre capitali e le analisi locali evidenziano la difficoltà competitiva di molte aree, soprattutto nel Sud. Attrarre i capitali di rischio nel sistema delle imprese è condizione critica per finanziare lo sviluppo sostenibile e progetti ad altro contenuto tecnologico. La finanza sostenibile, che sposta i capitali verso le aree e le imprese al tempo stesso più competitive e sostenibili, è in una fase di boom e può fornire le risorse necessarie per le grandi trasformazioni nel sistema produttivo. Questi flussi rischiano, però, di finanziare solo le grandi imprese, che sono in grado di misurare e comunicare le proprie performance di sostenibilità: è necessario promuovere la misurazione della sostenibilità anche tra le piccole e medie imprese del Nordest".

Secondo il dossier, poi, "la sostenibilità non può essere intesa come vincolo alla crescita ma come opportunità per le forze produttive del Paese" e "una strategia di sviluppo sostenibile, per qualsiasi soggetto (istituzioni pubbliche e imprese private) e ad ogni livello (nazionale e locale), richiede un approccio integrato, basato sulla misurazione oggettiva e sulla valutazione di tutti gli impatti, diretti e indiretti, delle attività".

"Da più di venti anni lavoriamo in questo territorio del Nordest e speriamo di aver contribuito con la nostra professionalità all’essere guida nella sostenibilità per l’Italia - afferma Gabriella Chiellino, presidente di eAmbiente - Ma il cammino ora è arduo perché gli obiettivi sono molto sfidanti e devono essere realizzati in poco tempo (entro 2030 riduzione del 55% delle emissioni climalteranti in Europa). L’elasticità delle piccole e media imprese del Nordest potrebbe dare una risposta di maggior resilienza, ma richiede massimo impegno del pubblico e del privato perché collaborino per una meta comune, assieme ai cittadini. Il nostro lavoro oggi, come eAmbiente, è di dare risposte rapide e pratiche agli amministratori ed industriali per trovare la giusta strada nella riduzione dell’impatto ambientale pur mantenendo i posti di lavoro ed i piani industriali di crescita. E’ un ingranaggio nuovo che con il piglio nordestino troverà il giusto incastro per essere territorio guida alla sostenibilità per l’Italia".

"Le province del Nordest possono guidare la transizione sostenibile del Paese - sottolinea Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved - Osserviamo però anche forti squilibri, soprattutto nella sfera ambientale, che rendono necessari importanti investimenti nel sistema produttivo. La finanza Esg sta già veicolando grandi masse di fondi verso progetti sostenibili e la regolamentazione bancaria amplierà ancora di più la portata di questo fenomeno. Il Nordest, con una struttura produttiva fatta di piccole imprese, fuori dai radar di questi investitori, rischia però di rimanerne ai margini: siamo impegnati per assegnare uno score o un rating Esg ad almeno 200mila Pmi in Italia, di cui 30mila nel Nordest, perché anche loro possano accedere a questi fondi".

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