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Rapporto I-com: il gioco pubblico tra innovazione e trasformazione digitale

·3 minuto per la lettura

(Adnkronos) - In collaborazione con Famacs.Agency

Il gioco pubblico si trova di fronte a un nuovo scenario: quello dell’online - inclusa tecnologia mobile - come canale preferenziale per gli utenti.

Si tratta di un sistema di accesso al gioco che ha toccato vette elevate durante la pandemia, arrivando a superare nel 2020 la fetta terrestre del comparto, con una raccolta di 49,2 miliardi di euro contro i 39,1 miliardi di euro delle sedi fisiche (Rapporto Lottomatica-Censis).

Da questa evidenza, derivata da fattori come la digitalizzazione dell’utenza e la varietà dell’offerta online, sta prendendo forma un confronto che chiama in causa tutti gli addetti ai lavori, dagli operatori fisici a quelli digitali, dal legislatore alle autorità di regolamentazione, in questo caso ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La sfida del settore è quella del multichannel e dell’integrazione tra i canali di accesso ai giochi, per un rilancio del comparto che, anche in vista dell’approvazione della legge delega del MEF sul riordino nazionale, punti al digitale senza escludere il ruolo dei luoghi fisici di raccolta, assicurando inoltre la piena legalità dell’intera industria.

Il recente rapporto di I-Com (Istituto per la Competitività) dal titolo “Il gioco pubblico alla sfida dell’innovazione. L’evoluzione dell’industria e il potenziale della trasformazione digitale” ha messo in luce l’impatto delle tecnologie su questo nuovo approccio ai giochi, imponendo riflessioni al regolatore sul fronte del contenimento dell’illegalità in Rete, e ai concessionari sul versante degli investimenti in innovatività aziendale e customer experience, anche a doppio binario (fisico e online).

I concessionari a distanza più lungimiranti, in realtà, hanno già tratto vantaggio da una crescente tendenza verso il gioco online che si era già delineata nel 2019, e dunque prima dell’ondata Covid, anno in cui la raccolta è stata pari a 36,4 miliardi di euro (+16% rispetto al 2018). L’arrivo della pandemia ha dunque consentito a queste piattaforme di non subire la crisi, anzi, le ha trovate pronte a sostenere la migrazione degli utenti retail con un palinsesto già operativo nelle varietà di gioco, spesso con formule promozionali di benvenuto come i bonus casino, talvolta anche senza deposito - ovvero senza l’obbligatorietà di aprire un conto, a mo’ di prova del servizio - e, in alcuni casi, con la variante più interattiva dei tavoli live, frutto della collaborazione con software house specializzate.

Il vero punto cruciale è però quello di arrivare a considerare il lato terrestre e quello online del settore come un’industria unica, anche in un’ottica di collaborazione fruttuosa, come dichiarato da Eleonora Mazzoni, direttrice dell’area Innovazione di I-Com, sottolineando l’importanza di una gestione integrata dei dati e di un processo di contatto e vendita sia online che offline.

Morgan Ricciardi, Chief Technology Officer di Snaitech, a questo proposito, in un'intervista rilasciata a Economy Magazine, ha parlato di approccio “onlife”, riferendosi a quello già portato avanti dall’azienda. La strategia di Snaitech si basa infatti su un accordo con i retailers, secondo cui, per ogni utente che apre un conto online nel punto vendita, lo stesso riceve delle commissioni per le giocate in Rete dei propri clienti.

Questo tipo di visione sembra avere un proprio vantaggio, come confermano i risultati di una ricerca di IGT (International Game Technology) sullo stato di salute di 19 attività di gioco operative anche online: di queste il 60 per cento ha aumentato le vendite in entrambi i canali.

Il gioco pubblico si sta dunque orientando verso questo approccio, e una regolamentazione omogenea del settore, in questa sua complessità e stato delle cose, è proprio quella attesa dall’approvazione della legge del MEF sul riordino nazionale.

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