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Rapporto Uif, Razzante: "Sede Authority Ue anti riciclaggio sia in Italia"

·2 minuto per la lettura

"Emerge innanzitutto un generale incremento delle segnalazioni di operazioni sospette, ma ciò non significa che c'è più riciclaggio. Il riciclaggio è un reato delicato, non facile da scoprire, e le segnalazioni arrivano dal sistema di intermediari finanziari perché hanno intravisto anomalie sulle quali vanno svolti approfondimenti. I dati ci dicono che il nostro sistema di prevenzione del rischio riciclaggio è all'avanguardia nel mondo ed è una buona notizia". Lo afferma all'Adnkronos Ranieri Razzante, consigliere per la cybersecurity del sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, professore di legislazione anti-riciclaggio all'Università di Bologna e direttore del Centro Ricerca Sicurezza e Terrorismo (Crst), commentando il rapporto annuale sull'attività svolta dall'Uif, l'autorità di controllo istituita presso la Banca d'Italia.

Le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette alla Uif, connesse alla pandemia nel 2020, sono state 2.277 per oltre 8,3 miliardi di euro: "La Uif registra incrementi di segnalazioni perché le banche hanno visto movimenti anomali sia nelle erogazioni sia nella destinazione dei fondi e nella congruità delle operazioni poste in essere". "Viene rilevato che i primi due settori per anomalie segnalate sono la compravendita di materiali sanitari e l'erogazione e utilizzo di finanziamenti garantiti - prosegue Razzante - Ma non deve stupire, perché era prevedibile che qualche finanziamento venisse utilizzato da imprese di comodo della criminalità organizzata".

Razzante osserva poi che l'incremento delle Sos riguarda soprattutto le regioni Lazio e Lombardia ed "è naturale che sia così - precisa - nel Lazio e a Roma ci sono gli enti, le Pa, gli insediamenti turistici mentre in Lombardia e a Milano insediamenti industriali e la finanza". Questi dati dimostrano l'opportunità che "l'Autorità europea anti-riciclaggio venga insediata in Italia. La nostra tradizione antiriciclaggio è la più vecchia, siamo stati i primi in Europa a recepire la direttiva europea e siamo il primo paese Ue per segnalazione di operazioni sospette e per la scoperta di fenomeni e indagini di anti riciclaggio".

Dal rapporto annuale sull'attività svolta dall'Uif, l'autorità di controllo istituita presso la Banca d'Italia, "emerge un incremento delle segnalazioni sugli strumenti online e criptovalute, riconducile, pare, a fenomeni di criminalità organizzata (18%). Si tratta di un elemento allarmante", continua Razzante, autore, insieme ad Alessandro Cristallini, del libro 'Cybercrime tra economia e diritto' uscito ieri per Pacini editore.

Nel 2020 le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette (Sos) ricevute all'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia da parte dei soggetti obbligati sono state 113.187 e le comunicazioni pervenute nel 2020 hanno evidenziato che in Italia permane un intenso utilizzo del contante: "Questo non significa che siamo ad alto rischio contante, la Germania ne movimenta più di noi e ha meno riciclaggio ed evasione - osserva Razzante - Quest'anno l'incremento del contante può essere legato ad elementi come la paura per la pandemia e il timore di crisi agli sportelli".

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