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Razzo cinese, l’analisi condotta dall’Eusst

·4 minuto per la lettura
razzo cinese 3
razzo cinese 3

Una volta entrato nell’atmosfera terreste, il secondo stadio del razzo cinese Long March 5B avanzerà lungo la sua traiettoria, proseguendo in caduta libera e non controllata verso il suolo. Intanto, si disintegrerà in migliaia di frammenti che potrebbero a breve devastare anche 10 regioni italiane situate nel Centro e nel Sud dell’Italia. A proposito dell’imminente arrivo del razzo, si è recentemente espressa l’Eusst.

Razzo cinese in caduta libera, l’analisi dell’Eusst

L’organizzazione europea per la sorveglianza spaziale EU Space Surveillance and Tracking (Eusst), dopo aver esaminato i dati emersi dall’osservazione del secondo stadio del razzo cinese Long March 5B, ha definito il suo rientro su un’area abitata come “improbabile”. Pertanto, il rischio di danni in ambienti popolati a cose o persone dovrebbe risultare estremamente limitato se non addirittura inesistente.

Analizzando l’inclinazione che attualmente caratterizza il cilindro di circa 20 tonnellate, infatti, l’Eusst ha stimato che il rientro del Long March 5B dovrebbe avvenire entro una latitudine compresa tra i 41,48 gradi Nord e i 41,48 gradi Sud.

Caduta razzo cinese, Eusst: finestra di incertezza ridotta a circa 4 ore

In relazione a più recenti analisi condotte dall’organizzazione europea per la sorveglianza spaziale Eusst, è stato comunicato che la finestra di incertezza associata all’imminente rientro del secondo stadio del razzo cinese Long March 5B è stata ricalcolata. La finestra temporale entro la quale si verificherà la caduta del razzo, infatti, è attualmente pari a un intervallo di circa 4 ore. Sulla base delle stime condotte dell’Eusst, inoltre, l’orario indicativo entro il quale avverrà il rientro nell’atmosfera terrestre del Long March 5B dovrebbe corrispondere alle 04:32 ora italiana. L’evento potrebbe, però, essere soggetto a cambiamenti temporali e manifestarsi entro un range orario di circa 4 ore, compreso tra le ore 02:32 e le ore 06:35.

Razzo cinese in caduta libera, Eusst: “Improbabile rientro su area abitata”

L’area specificata dall’organizzazione europea per la sorveglianza spaziale Eusst continua a configurarsi come considerevolmente vasta. Pertanto, è evidente la necessità di ottenere ulteriori dati per poter effettuare analisi più precisee restringere l’area nella quale avverrà l’impatto.

Ciononostante, l’organizzazione ha sottolineato che l’area esistente in corrispondenza dell’intervallo di latitudine indicato è rappresentata da una zona nella quale “la maggior parte della superficie terreste è coperta dall’oceano o da aree disabitate: quindi, la probabilità statistica di un impatto sul suolo nelle aree popolate è bassa”.

Inoltre, l’Eusst ha anche precisato che “queste previsioni presentano tuttavia incertezze poiché l’oggetto non è controllato e una stima migliore sarà possibile solo poche ore prima dell’effettivo rientro”.

Razzo cinese: Eusst e Protezione Civile

A proposito del rientro del secondo stadio del razzo cinese Long March 5B, nel pomeriggio di sabato 8 maggio, il Dipartimento della Protezione Civile ha comunicato che l’eventuale caduta di frammenti sulle Regioni dell’Italia centro-meridionale avverrà tra le ore 1:00 di notte e le ore 7:30 del mattino ma, al pari di quanto dichiarato dall’Eusst, ha anche dichiarato che “resta remota” la probabilità che uno o più detriti possano realmente precipitare sul suolo italiano.

La nota diramata dalla Protezione Civile è stata sviluppata in seguito all’analisi dei nuovi dati forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), effettuata nel corso dell’ultimo tavolo tecnico incentrato sulla questione.

Infine, valutando le possibili conseguenze che la caduta del razzo cinese potrebbe provocare in Italia, anche il Codacons ha deciso di esprimere la propria posizione offrendo assistenza legale a tutti i cittadini italiani che dovessero subire danni fisici o materiali a causa del rientro del Long March 5B.

Le possibili aree della caduta

Sulla base dei dati del Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America Space-Track ha ridotto la finestra temporale di caduta del razzo tra le 3:04 e le 5:04 ora italiana con un possibile orario dello schianto previsto per le 4:04. Questo consente anche di conoscere meglio le possibili aree del rientro, comprese tra 41,6 gradi di latitudine e 350,7 gradi di longitudine, ovvero tra Nord America ed Europa. Se così fosse per l’Italia rimarrebbe solo un’orbita a rischio ovvero quella di colore verde disegnata sulla mappa della Protezione Civile, che comprende Calabria, Sardegna e Sicilia. Altra probabilità è invece che vada a finire nell’oceano Atlantico.

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