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Real estate, la ripresa dopo l’estate

Red
·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 27 apr. (askanews) - Una situazione difficile e senza precedenti ma in fondo al tunnel si vede la luce. È questo lo scenario real estate tracciato da Josas, la società romana specializzata nell'immobiliare commerciale. Nonostante il relativo calo degli investimenti registrato nel 2019 (27,5% di discesa) e quello ulteriore durante la pandemia (meno 31% nel 2020), l'anno più buio, il 2020, si è chiuso con un risultato migliore delle attese, a conferma dell'attrattività del commercial real estate, che si sta dimostrando più resiliente di molti altri comparti. La quotazione dei negozi è scesa, a livello europeo, dell'11% ma le previsioni di ripresa sono assolutamente ottimistiche e inizieranno già dal 2021, e soprattutto nel 2022, a ripopolarsi le vie regine dello shopping.

Nel mercato italiano degli immobili a uso commerciale, ad aver risentito maggiormente degli effetti della crisi sono stati i negozi (-40%), mentre la grande distribuzione organizzata (GDO) è riuscita in un miglior contenimento (-20%). A mettere a freno gli investimenti nel settore sono poi state, soprattutto, le richieste di riduzione o rimodulazione dei canoni di locazione da parte degli affittuari. La pandemia ha dunque accelerato la consapevolezza circa determinate criticità già presenti e ha consentito una serie di cambiamenti necessari affinché si possano ampliare nuovi margini di crescita. Le vendite online sono ovviamente state favorite dagli effetti dei lockdown e le attività sopravvissute sono in particolare quelle che hanno messo in piedi, con efficacia e rapidità, strategie di vendita omnicanale che hanno sopperito al calo degli introiti nei negozi su strada. Altra tendenza del momento è ovviamente lo smart working: una survey di Aidp (Associazione italiana dei direttori del personale) spiega che oltre il 68% del campione ha dichiarato che prolungherà lo smart working anche nella fase di ritorno ad una "nuova normalità", che sta già portando a un'impennata nella richiesta di immobili che siano, anch'essi, "smart", a supporto delle nuove modalità con cui, da oggi e nel futuro, si svolgeranno le mansioni lavorative. Lockdown, distanziamento e chiusure forzate hanno poi riportato i consumatori nei negozi di quartiere e, in generale, a preferire il commercio di prossimità. Le celebri vie dello shopping della Capitale, trionfo del lusso e un tempo meta primaria di stranieri, sono state penalizzate dall'assenza di turisti e anche, in generale, dai disagi legati agli spostamenti urbani. Le grandi aziende, soprattutto a livello di mass market, hanno infatti preso a monitorare le periferie per il rinnovo del loro parco retail, anche in vista del nuovo trend che valorizza gli shop locali, a beneficio dell'economia dei singoli quartieri e dei territori.

"Secondo le nostre previsioni, la vera e propria ripresa avverrà dopo l'estate - spiega Raffaele Rubin, fondatore di Josas Immobiliare - perciò quello che consigliamo è di cercare oggi la location più adatta alla propria attività, al fine di beneficiare di un prezzo alquanto conveniente. Quando i contagi inizieranno a scendere e, parallelamente, il numero dei vaccinati salirà, i proprietari rialzeranno i prezzi degli affitti, i quali si riassesteranno lentamente sui livelli pre-Covid. I conduttori si troveranno presto, quindi, a riaffrontare delle trattative in salita. Quello che noi stiamo facendo, e che suggeriamo, è concludere degli accordi adesso, fase in cui ancora si possono definire contratti a costi contenuti e capaci, al contempo, di accontentare sia i conduttori che i proprietari, con consegna della location fra due o tre mesi. Il real estate resta un segmento su cui investire e a vincere saranno coloro che sapranno interpretare i nuovi bisogni della società, non dimenticando che in questo anno di difficoltà c'è stata una domanda rimasta 'repressa', che invita quindi a sfruttare l'effetto-rimbalzo sia nel settore dei consumi che in quello dei servizi. Dando uno sguardo al panorama internazionale - secondo Rubin - Londra si conferma il centro dello shopping europeo da cui partiranno tutte le nuove mode. Con le riaperture è verosimile pensare che si ricrei entusiasmo intorno al mondo del tessile; da oggi fino a dicembre assisteremo a una progressiva risalita e le aziende cominceranno sempre più ad interessarsi alle location. Vi è anche molto 'turnover' e tanti di quei brand che hanno recentemente chiuso i propri negozi nei centri storici, probabilmente in autunno, si riaffacceranno sul mercato per non perdere l'occasione di essere tra gli attori della ripresa economica del Paese".