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Realacci e P.Fortunato: Recovery fund spinta per la green economy

Red/Rar
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Milano, 19 set. (askanews) - "Dal Recovery Fund una spinta per la transizione ecologica, digitale e l'economia circolare". Lo sottolineano il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, e il direttore Sala Stampa Sacro Convento, Padre Enzo Fortunato. La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha confermato che il 37% dei fondi andranno destinati ad affrontare la crisi climatica. Si tratta per l'Italia di oltre 77 miliardi nei prossimi anni che vanno utilizzati bene perché, come ha detto Papa Francesco, "peggio di questa crisi c'è solo il rischio di sprecarla". Ed è proprio questo il tema al centro dell'iniziativa di oggi ad Assisi "Contro l'economia dello scarto. L'economia circolare in Italia", promossa nell'ambito dell'evento "Cortile di Francesco - Oltre i confini" dal Manifesto di Assisi, dal Sacro Convento e dalla Fondazione Symbola. "Discutiamo - spiegano Realacci e Padre Enzo Fortunato - di come far ripartire l'Italia intraprendendo percorsi virtuosi in linea con un'economia a misura d'uomo ispirata a quanto indicato nel Manifesto di Assisi che, a oggi, ha raccolto oltre 3700 adesioni. L'Italia dà il meglio di sé quando incrocia i suoi cromosomi antichi, la sua identità, con le sfide che il futuro ci pone. Nonostante alcune gravi criticità, siamo una super potenza europea nell'economia circolare con la più alta percentuale di riciclo (79%) sulla totalità dei rifiuti. Recuperiamo il doppio dei materiali della media europea, molto più della Germania con un risparmio di 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e 58 milioni di tonnellate di CO2 all'anno. Un cammino verso la green economy e l'economia circolare è già iniziato nel nostro Paese - sottolineano - e va a braccetto col modo tutto italiano di fare economia: che tiene insieme innovazione e tradizione, coesione sociale, nuove tecnologie e bellezza, mercati globali e legami coi territori e le comunità, flessibilità produttiva e competitività. Perché un'economia più a misura d'uomo e più sostenibile, come affermiamo nel Manifesto di Assisi, è anche più in grado di affrontare il futuro e le sfide che abbiamo davanti 'senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno'".