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“Recessione? I produttori europei sono solidi e possono affrontarla”

Antonio Cardarelli
“Recessione? I produttori europei sono solidi e possono affrontarla”

Secondo Columbia Threadneedle Investments, molte aziende manifatturiere europee, grazie alle trasformazioni dell’ultimo decennio, sono in grado di fronteggiare la recessione. L’esempio della finlandese Kone

Nell’ultimo decennio molti produttori europei hanno reso i propri modelli di business più flessibili e oggi sono in grado di affrontare l’arrivo della recessione. Ne è convinto Andrea Carzana, Gestore di portafoglio, Azioni europee di Columbia Threadneedle Investments, che si sofferma sulle peculiarità e sulle trasformazioni che hanno interessato le aziende del Vecchio Continente.

SOVRAPPESO SULLA MANIFATTURA EUROPEA

In Europa abbondano le società manifatturiere. Il settore industriale conta 1.400 gruppi quotati e il sottogruppo più grande è quello dei produttori di beni strumentali. Proprio in quest’ultimo sottogruppo, spiega Carzana, “abbiamo un sovrappeso” anche se Columbia Threadneedle Investments detiene società sparse in tutto il continente, “con una maggiore concentrazione di grandi gruppi dei Paesi nordici” oltre a un “sofisticato ecosistema di aziende manifatturiere di piccole e medie dimensioni in Italia”.

APPROCCIO “ASSET-LIGHT”

Secondo l’esperto, nonostante le “gravi turbolenze” provocate dal Covid-19, molte aziende europee restano attraenti sul lungo periodo. I motivi che hanno portato a questa resilienza sono molteplici. Uno di questi risiede nella trasformazione delle catene produttive operata negli ultimi anni, con l’esternalizzazione dei componenti a scarso contenuto di proprietà intellettuale che ha permesso di ridurre i costi. La transizione verso un approccio “asset-light”, spiega Carzana, incrementa la redditività, ma amplia le catene produttive esponendo le aziende a un rischio più alto di turbolenze.

L’ESEMPIO DI KONE

Un esempio di azienda europea “asset-light”, che ormai predilige un approccio orientato all’assemblaggio, è Kone, società finlandese leader mondiale nella produzione di ascensori. L’intero settore è favorito dal trend di urbanizzazione dei mercati emergenti, e l’Europa può vantare tre delle quattro aziende che detengono il 60% del mercato globale: oltre a Kone, la svizzera Schindler e l’ex divisione ascensori di Thyssen-Krupp.

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INTROITI DALLA MANUTENZIONE

Ma il segreto dei margini elevati di Kone, spiega Carzana, risiede nella manutenzione. A nessuno piace rimanere intrappolato dentro un ascensore. Per questo costruttori e amministratori di immobili sono disposti a pagare una quota annuale fissa per garantire la piena operatività degli impianti di elevazione. I margini dell'assistenza sono 2-3 volte più alti rispetto a quelli per l'acquisto di nuovi impianti, senza contare che i ricavi dalle attività di manutenzione sono di gran lunga più stabili rispetto a quelli delle installazioni, i cui volumi sono esposti al ciclo economico.

L’ESPANSIONE IN CINA

Nell’ultimo decennio Kone ha conquistato importanti fette di mercato in Cina, dove ogni anno vengono installati 500mila impianti. A differenza di Europa e Usa, però, in Cina i margini più elevati arrivano dalla vendita di nuovi impianti, mentre quelli sulle manutenzioni sono inferiori. Molti ascensori sono infatti venduti attraverso distributori locali che erogano l'assistenza autonomamente, ma nei prossimi anni questo mercato rappresenterà un’opportunità. Inoltre, conclude Carzana, l'innovazione offre ulteriori opportunità di espansione dell'attività di manutenzione a distanza, un ambito che vede Kone all’avanguardia.