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Record d'attesa per manovra, dopo 1 mese ancora non approda in parlamento

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

Tra pochi giorni, il 18 novembre, sarà passato un mese da quando la legge di bilancio 2021 è stata approvata dal Consiglio dei ministri, ma del testo in parlamento ancora non c'è traccia. Era il 18 ottobre quando il Cdm ha annunciato di aver varato la manovra, ma le riunioni che si stanno susseguendo, anche in questi giorni, indicano che il provvedimento non è ancora stato chiuso. Negli ultimi 10 anni 9 manovre sono approdate alle Camere entro il mese di ottobre e solo in un caso, lo scorso anno, si è dovuto aspettare fino al 2 novembre.

Il Mef in questi giorni è impegnato su più fronti: oggi dovrebbe presentare l'emendamento che contiene il decreto legge ristori bis nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, che aspettano il suo arrivo per presentare le proposte di modifica. Inoltre è allo studio un nuovo provvedimento, già battezzato decreto legge ristori ter, che in una versione light potrebbe evitare un nuovo scostamento di bilancio. Ma se sarà necessario è allo studio anche il piano B, che prevede un nuovo scostamento di bilancio: la capigruppo della Camera ha già individuato nel 25 novembre la data per il voto. Tutto dipenderà dal cambio di colori delle regioni: per domani sono attesi i dati del ministero della Sanità.

L'ipotesi è quella di far diventare i tre provvedimenti un unico pacchetto, evitando così di intasare i lavori delle commissioni, che saranno impegnate anche nell'esame del ddl bilancio. L'ipotesi è quella di far lavorare il Senato sui dl ristori e la Camera, dove la manovra approderà in prima lettura, la manovra. Considerando i tempi 'canonici' per l'esame del provvedimento, tra audizioni, voti degli emendamenti, e passaggio dalle commissioni all'aula, si rischia di scavalcare il Natale per il via libera definitivo.