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"Recovery Fund, i vincitori sono Spagna, Italia e Polonia"

Virgilio Chelli

Western Asset (Legg Mason) analizza la distribuzione dei 750 miliardi del Recovery Fund annunciato ieri dalla Commissione Europea. Un passo avanti verso un’autorità fiscale unica

Alla fine gli oppositori della proposta franco-tedesca, sostenuta dalla cancelliera Merkel e dal presidente Macron, sono usciti sostanzialmente sconfitti con la decisione annunciata ieri dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen di dar vita a un Recovery Fund di 750 miliardi, superiore alle attese. Una decisione importante, anche se il Fondo deve ora superare una serie di passaggi per essere definitivamente approvato, che potrebbe costituire il primo passo in direzione di una fiscalità comune europea.

RISORSE REPERITE SUL MERCATO E DISTRIBUITE SU DIVERSI PROGRAMMI

Lo rileva in un commento Andreas Billmeier, sovereign research analyst di Western Asset, del Gruppo Legg Mason, sul Recovery Fund proposto dalla Commissione Europea oggi, secondo cui il Fondo proposto da von der Leyen mette insieme un aumento finanziario della proposta di bilancio UE 2021-2027, pari a 1.100 miliardi di euro, con il programma per la ripresa noto come Next Generation EU del valore appunto di 750 miliardi. Il nuovo strumento dovrebbe ottenere risorse finanziarie dai mercati e distribuirle su un certo numero di nuovi e vecchi programmi UE, con due terzi che saranno a a fondo perduto e il resto in prestiti.

I VINCITORI DEL NUOVO FONDO SONO SPAGNA, ITALIA E POLONIA

Billmeier ritiene che, sulla base dei modelli preliminari di allocazione dei finanziamenti, i principali vincitori del processo che ha portato all’annuncio di ieri siano la Spagna, con una quota elevata di finanziamenti a fondo perduto, l’Italia con la fetta di finanziamento complessiva più grande, e soprattutto la Polonia, a cui Bruxelles sembra aver lanciato una strizzata d’occhio in quanto più grande paese dell’Europa Centro-Orientale, che alla fine dovrebbe ricevere tanto denaro a fondo perduto quanto la Francia.

GLI OPPOSITORI HANNO SCARSI MOTIVI DI CONSOLAZIONE

L’esperto del Gruppo Legg Mason sottolinea che il pacchetto richiederà l’unanimità per essere approvato, ma aggiunge che la proposta è coerente con alcune dichiarazioni recenti sul bilancio UE di alcuni Stati membri, e aggiunge inoltre anche una nuova dimensione alla discussione tramite il programma per la ripresa. Secondo Billmeier, i paesi che si erano opposti alla proposta franco-tedesca potrebbero trovare scarsa consolazione nel fatto che il Fondo proposto dalla Commissione comprenda anche una robusta quota di prestiti.

“Gli asset managers facciano squadra per la sostenibilità”

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FORSE UN VERO PASSO AVANTI VERSO UN FISCO EUROPEO

Questo perché, spiega nel suo commento l’esperto del Gruppo Legg Mason, alla fine la questione è quanto i paesi membri sono disposti a contribuire nel tempo – non tanto ora – per finanziare spese straordinarie ma temporanee, o se sono – in alternativa o in aggiunta – disposti a concedere ulteriori responsabilità di imposizione fiscale all’Unione Europea, come proposto ieri. In un certo senso, è la conclusione di Billmeier, il fonto proposto dalla Commissione potrebbe essere un vero passo avanti verso un’autorità fiscale centralizzata europea.