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Recovery, nomine, liquidità: aprile rovente per il governo

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

Dall'extra-deficit e le nuove stime sui conti, agli aiuti alla liquidità, il Recovery plan nazionale e il maxi round di nomine nelle controllate/partecipate con oltre 500 poltrone da rinnovare: si apre un aprile rovente per la politica economica del governo alle prese con misure straordinarie per risollevare il paese dalla crisi del Covid e appuntamenti ordinari dell'agenda di governo.

Entro il 15 del mese è attesa la presentazione del Documento di economia e Finanza con le nuove previsioni sui conti pubblici italiani e sul pil e l'entità dunque del nuovo scostamento di bilancio. Queste risorse in deficit andranno a finanziare una nuova tranche di interventi di sostegno alle imprese da destinare ad un decreto legge. Entro il 30 poi il governo dovrà presentare il Piano di ripresa e resilienza alla Commissione europea. Una corsa contro il tempo, la cui riuscita sarebbe condizionata all'accelerazione del piano vaccini.

Sul fronte del nuovo scostamento sono in corso le simulazioni al Mef. Sull'entità dello sforamento non sono emerse ancora indicazioni e la maggioranza lavorerà fino alla fine per un accordo, con la Lega che chiede ben oltre i 20 mld inizialmente trapelati. Sul versante dei contenuti c'è consenso di massima per intervenire per garantire la liquidità alle imprese, messe a dura prova dalle restrizioni degli ultimi mesi. Tra le ipotesi, un nuovo ciclo di prestiti a garanzia pubblica e un pacchetto di misure salva-imprese per dilatare i tempi delle procedure fallimentari e i concordati, concedendo più tempo e indulgenza alle aziende. Possibili anche misure fiscali e un'altra tranche di ristori, tra le misure allo studio.

Intanto le stime del Def, a causa dei ritardi sui vaccini e degli ultimi lockdown, potrebbero prefigurare uno scenario peggiore rispetto alle previsioni autunnali (pil del 6% in 2021 e 3,8% in 2022, dopo il -9% nel 2020). Già in sede di Nadef infatti il governo aveva avvertito che in caso di scenario avverso la previsione 2020 scenderebbe a -10,5%; nel 2021 si fermerebbe all’1,8%, contro il 5,1% del tendenziale.

Sarebbe destinata a salire anche la nuova stima sul deficit: al 7% nel 2021 secondo le stime autunnali ma va aggiunto lo scostamento da 32 mld di gennaio e il nuovo scostamento in arrivo, portando l'asticella oltre il 10%, se il nuovo scostamento fosse di 20 mld. Attesa infine per la stima sul debito: secondo la Nadef al 158% nel 2020; al 155,6% nel 2021 e 153,4 nel 2022. A stretto giro di posta con il Def arriverà dunque il decreto con la destinazione dei nuovi stanziamenti. Il tutto mentre prosegue il lavoro sul Pnrr finalizzato all'esborso dei 209 mld di fondi Ue per il rilancio post-Covid, da presentare alla Commissione entro il 30 aprile.

A latere dei provvedimenti economici parte anche il valzer delle nomine nelle controllate e partecipate, 518 incarichi in Consigli di amministrazione e collegi sindacali di 90 società legate al ministero dell'Economia. Una partita importante che interessa, tra le altre, le 'big' come Cassa Depositi e Prestiti, Fs spa, Rai, Saipem.