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Recovery plan, domani le banche da Conte: focus su investimenti

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 25 gen. (askanews) - Sarà il turno delle banche domani a palazzo Chigi per discutere del Recovery plan, in un momento critico per il paese tra l'angoscia per la pandemia e le incognite della crisi di governo. Dalle 10 il premier Giuseppe Conte si confronterà sui progetti di riforme e investimenti con il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, affiancato dal direttore generale Giovanni Sabatini, per approfondire quel "Piano nazionale di ripresa e resilienza" su cui si giocano le possibilità di superare lo shock del coronavirus. Il sistema creditizio guarda attentamente alle prossime mosse del presidente del Consiglio, senza nascondere la preoccupazione per la congiuntura economica, con tante famiglie sempre più in difficoltà e migliaia di aziende in grande sofferenza.

L'Abi aveva chiesto all'esecutivo un "progetto per l'Italia", assicurando che "le banche faranno la loro parte". E sul Pnrr approvato dal governo il primo giudizio di Palazzo Altieri è positivo. Nel piano, secondo il dg Sabatini, ci sono "elementi di un disegno organico imperniato su investimenti e riforme che possono promuovere la ripresa. L'Europa ha definito le grandi priorità strategiche e individuato per ciascun paese le criticità da affrontare. Compito dell'Italia sarà sviluppare proposte coerenti".

È indispensabile, ha detto Patuelli qualche giorno fa, che "si rimettano in moto gli investimenti, a cominciare da quelli con il Recovery plan. Se vengono incoraggiati con i fondi europei e con misure nazionali, si può andare in controtendenza rispetto alla crisi". Le priorità strategiche concordate a livello europeo "sono la digitalizzazione, l'innovazione, la transizione ecologica e l'inclusione sociale. La cosa importante è che questi fondi straordinari non vengano dispersi in mille rivoli, ma siano indirizzati a sostenere lo sviluppo e a essere un volano per investimenti anche privati".

Per affrontare i prossimi mesi e far ripartire l'economia, ha spiegato Sabatini in un'intervista, "dalla nostra prospettiva appare imprescindibile prevenire quanto più possibile le crisi d'impresa e al contempo sostenere le famiglie. È necessario individuare strumenti per ricapitalizzare le imprese e anche evitare che gli automatismi contenuti in alcune regole bancarie europee, come le nuove definizioni di default, possano accelerare la formazione dei crediti deteriorati".

Nelle ultime ore, poi, i banchieri seguono da vicino gli sviluppi di una crisi politica dagli esiti imprevedibili, in una fase in cui va garantito il massimo sostegno all'economia. "I provvedimenti utili nei mesi passati - ha sottolineato Patuelli - devono continuare a sussistere. Siamo in piena seconda ondata e auspico che le moratorie abbiano una durata superiore alla pandemia. Dobbiamo porre in essere tutte le attenzioni per evitare il deterioramento del credito: è un interesse convergente delle imprese, dei lavoratori e delle banche". Anche le Gacs (garanzie cartolarizzazione sofferenze) "sono state utili" e andrebbero "prorogate in questa situazione emergenziale e nella fase successiva alla fine della pandemia".

Glv