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Regione Lombardia: chiudere profumerie, lo chiedono esercenti

Lzp

Milano, 20 mar. (askanews) - "Chiediamo al Governo di togliere dal dpcm le profumerie dalla attività che possono rimanere aperte. Non si tratta infatti di beni di prima necessità, i cittadini lo hanno capito e infatti non si recano più nei negozi. E la richiesta arriva dagli stessi esercenti, i quali, senza obbligo di chiusura, non possono tutelare i propri dipendenti". Così Emanuele Monti, presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, che raccoglie l'istanza della categoria e se ne fa portavoce presso le Istituzioni.

"La richiesta è stata presentata dalla Federazione nazionale profumieri di Confcommercio - spiega Monti - che sottolinea come la categoria si fosse già preparata, a seguito del calo di clienti, alla chiusura. Il problema è che non essendo previsto l'obbligo di sospendere l'attività nel Dpcm dell'11 marzo, questi esercenti risultano penalizzati, perché non possono accedere alla cassa integrazione per i propri dipendenti".

"Il calo delle vendite ha registrato livelli da record: dal 50 all'80%. Facciamo quindi nostra la richiesta della categoria di modificare il testo del Decreto, eliminando i profumieri dalle categorie che possono rimanere aperte. E anche di rinviare il pagamento degli F24, che era stato posticipato dal 16 al 20 marzo, fino al 31 maggio", conclude Monti.