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Rialzo avventato dell’NZD

Swissquote
 

La mossa inaspettata della banca centrale neozelandese (Reserve Bank of New Zealand, RBNZ), che ha deciso di mantenere il suo tasso di riferimento invariato al minimo storico dell’1%, ha sorpreso tutti, costringendo i trader a coprire i corti. Nonostante il forte rimbalzo registrato sulla scia della decisione, l’aumento del kiwi dovrebbe essere limitato, perché la RBNZ sembra aver fondato la sua decisione su fondamentali troppo ottimisti, mentre permangono ancora le incertezze legate al raggiungimento e alle tempistiche della prima fase dell’accordo commerciale fra USA e Cina. Ci sono pertanto buone ragioni per ritenere che un deterioramento delle attuali condizioni economiche induca la RBNZ a tagliare i tassi, al più tardi alla riunione di politica monetaria del 2 febbraio 2020. Riteniamo quindi che il potenziale per un ulteriore apprezzamento dell’NZD sia, almeno per il momento, esiguo.

La reazione dei mercati finanziari è stata piuttosto eterogenea: l’EUR/NZD (1,7250) è sceso ai minimi da due mesi e l’indice New Zealand Exchange 50 ha chiuso al -0,83%, invece i rendimenti dei titoli di Stato neozelandesi sono saliti, superando il massimo da 3 mesi. Il discorso sugli scambi commerciali di Trump non ha sollevato i partecipanti al mercato, perché il presidente USA non ha fatto cenno a una data precisa per un accordo commerciale con la Cina e continua a criticare duramente la politica monetaria della Fed e le politiche commerciali dell’UE, definendole “barriere terribili, ingiuste, per molti versi peggiori di quelle cinesi”. Sulla stessa linea, il consulente economico della Casa Bianca Larry Kudlow ha confermato che non è in programma nessun ritiro dei dazi precedente alla firma di un accordo con la Cina, una cattiva notizia per gli investitori, che si aspettavano che il ritiro facesse parte dell’accordo. Alla luce di questi sviluppi, secondo noi l’aggiustamento della politica della RBNZ avverrà entro l’inizio del 2020. Il comunicato di politica monetaria della RBNZ appare troppo ottimista; secondo la banca, infatti, “i rischi per l’economia nel breve termine sono inclinati al ribasso”, anche se segnali contrastanti dal mercato occupazionale e immobiliare, oltre alle condizioni economiche globali, dovrebbero pesare sul saldo complessivo.

By Vincent Mivelaz

Autore: Swissquote Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online