Italia Markets closed

Ribasso Bitcoin: l’UE monitora la situazione

Lorenzo Cuzzani
L’Unione Europea è vigile su BTC e affini

Accennavamo ieri cause potenziale o reali che avessero portato a un calo nell’universo criptovaloriale

Oggi risulta utile soffermarsi sulla posizione presa dall’UE europea a riguardo, con particolare riferimento alla regolamentazione, argomento dibattuto a lungo in seno all’istituzione comunitaria.

Il giorno dopo il martedì nero ha ospitato diversi moniti provenienti dalla Commissione Europea.

Prendendo le mosse dai “chiari rischi” derivanti dal Bitcoin e dai suoi derivati, Vanessa Mock (portavoce della Commissione) lancia l’allarme criptovalute: “Stiamo monitorando da molto vicino gli sviluppi sulle criptomonete e i Bitcoin, ci sono chiari rischi per investitori e consumatori associati con la volatilità dei prezzi. Le monete virtuali non sono monete reali. Non sono garantite da Paesi, e il valore è determinato solo da domanda e offerta”.

Chiaro l’avvertimento dell’UE, figlio di un orientamento ormai consolidato in seno alle istituzioni di ogni Paese al mondo. Plausibile e comprensibile, quasi ovvio considerando che chi investe in certi tipi di mercati dovrebbe essere consapevole di quello cui va incontro.

Dalle parole ai fatti. L’Unione Europea questi giorni sta esortando istituzioni e Paesi membri a fare il possibile per informare la platea di investitori sui rischi derivanti da simili operazioni, probabilmente preparando il terreno per una legislazione tecnica che disciplini la materia. O forse in ottica di un’armonizzazione di una disciplina che oggi è mancante.

A livello nazionale sono Francia e Germania a guidare il dibattito sulle criptovalute.

In primo luogo va ricordato come la Francia abbia istituito un osservatorio nazionale sulle criptovalute.

In secondo luogo non può sottovalutarsi che per i transalpini il maggiore pericolo per i risparmiatori sia ravvisato nella valuta di Satoshi Nakamoto, almeno a sentire il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, che il giorno del martedì nero annuncia di voler costituire una commissione ad hoc per ovviare ai “rischi delle speculazioni, legate in particolare ai Bitcoin”.

Questo l’obiettivo dell’ente di cui sopra: “Lo scopo di questa missione sarà di ripensare i regolamenti a favore dello sviluppo, impedendone l’utilizzo per finalità quali l’evasione fiscale, il riciclaggio di denaro o il finanziamento di attività criminali e terrorismo”.

A fare eco alle istituzioni francesi ci pensa Joachim Wuermeling, n.1 d1 Bundesbank, secondo cui la legislazione nazionale sulle criptovalute non può prescindere da un coordinamento internazionale “quanto più ampio possibile”, sottolineando così quelle esigenza di armonizzazione descritta in fase introduttiva.

La partita sulla regolamentazione comunitaria sarà giocata su più piani, specie ricordando come la realtà criptovalutaria e l’utilizzo delle nuove valute digitali siano alquanto variegate nel Vecchio Continente, registrando diversità di posizione che potrebbero rallentare l’excursus normativo da molti invocato.

This article was originally posted on FX Empire

More From FXEMPIRE: