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Un ribasso non ancora al capolinea: le strategie su vari titoli

Davide Pantaleo
 

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gianluigi Raimondi, analista tecnico e co-fondatore di Finanzaoperativa.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib sta difendendo per ora la soglia dei 18.000 punti, faticando però a mettere a segno recuperi degni di nota. C'è il rischio di nuovi minimi nel breve?

In ottica di brevissimo termine posso notare un tentativo da parte del Ftse Mib di disegnare un doppio minimo in area 18.000. Questa formazione grafica potrebbe riportare l'indice al di sopra dell'ex supporto, attuale resistenza, a quota 18.380 punti, senza escludere il superamento dei 18.500/18.550 punti.

Lo scenario a Piazza Affari resta in ogni caso negativo e personalmente mi aspetto nuovi minimi. In sostanza nel brevissimo potremmo vedere una piccola reazione positiva del Ftse Mib, ma il trend rimane impostato al ribasso e quindi prevedo in seguito discese sotto i 18.000 punti, con primo target a 17.700 punti prima e a 17.500 punti in seguito.

In sintesi la mia attesa è per un classico rimbalzo del gatto morto prima di nuovi ribassi per il nostro indice.

Tra i bancari Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) continua a mostrare più debolezza di Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) . Qual è la sua view su questi due titoli?

Intesa Sanpaolo al momento ha confermato la tenuta del supporto statico posto a quota 1,86 euro e nel caso in cui i corsi dovessero tornare a incrociare al rialzo a quota 1,98 euro le coincidenti medie mobili a 21 e a 50 sedute, potremmo assistere ad un'ulteriore ascesa verso i 2,1/2,12 euro prima e in seguito in direzione dei 2,2 euro.

Unicredit di recente ha violato un importante supporto dinamico discendente che rappresentava il limite inferiore del canale ribassista all'interno del quale i corsi si muovevano dalla seconda metà di ottobre.

Potremmo osservare nuovi minimi di periodo per questo titolo, verso quota 9,45/9,35 euro in primis e in seguito al di sotto della soglia dei 9 euro.
Solo l'eventuale ritorno di Unicredit sopra quota 10,35 euro potrebbe favorire un'inversione al rialzo.

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STM (Shenzhen: 000892.SZ - notizie) oggi sta vivendo una seduta da incubo sulla scia del profit warning di Apple (NasdaqGS: AAPL - notizie) . Cosa può dirci di questo titolo ritornato sui minimi da circa due anni?

Con l'affondo di oggi STM si riporta sui minimi da gennaio 2017 e quello che mi viene da dire guardando la performance odierna è di non cercare di prendere il coltello che cade.

Dal punto di vista tecnico il segnale generato oggi dal titolo è molto negativo, perchè le quotazioni hanno violato a quota 11,3 euro il supporto dinamico discendente che rappresentava anche il limite inferiore del canale moderatamente ribassista all'interno del quale STM si muoveva dalla fine di ottobre scorso.

Al ribasso i prossimi obiettivi sono individuabili a 10,5 euro prima e in seguito a 10,3/10 euro.

Solamente l'eventuale conferma del ritorno del titolo sopra quota 12 euro potrebbe generare qualche significativo segnale di inversione al rialzo che per ora però non vedo. 

Al di fuori del paniere delle blue chips ci sono dei titoli che ritiene interessanti in questa fase? A quali consiglia di guardare in particolare?

Sto seguendo Fincantieri che sembra dare qualche timido segnale di reazione, perchè potrebbe aver trovato un valido livello di sostegno in area 0,9 euro.

Con il superamento della resistenza dinamica di breve termine a 0,935 euro potremmo assistere all'inizio di un'inversione dei corsi.

Il primo obiettivo sarebbe a 0,985 euro, dove transita la media mobile a 21 sedute, e in seguito in area 1,07/1,1 euro. A chi volesse valutare un acquisto del titolo consiglio di fissare uno stop loss molto rigido sotto quota 0,9 euro.

Segnalo anche Iren (Londra: 0MUN.L - notizie) che oggi sta performando molto bene in un mercato in discesa.

Il titolo appare graficamente inserito in un canale ascendente dalle prime sedute di dicembre e proprio oggi ha confermato il superamento a quota 2,1 euro della resistenza statica di medio termine.

Questo movimento è stato accompagnato da scambi superiori alla media e gli indicatori tecnici non sono ancora entrati in territorio di ipercomprato, per cui si può ipotizzare un nuovo allungo.

Il prossimo target per Iren è in area 2,3 euro, e dopo una salutare pausa laterale di consolidamento si potranno avere ulteriori allunghi verso i 2,4/2,45 euro.

Eventuali acquisti del titolo dovranno essere accompagnati da uno stop loss molto rigido sotto quota 2,1 euro.

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