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Riccardo Mauri racconta il suo ultimo progetto: "Un inno alla boxe e un attacco ai bulli"

·5 minuto per la lettura
Riccardo Mauri nuovo libro
Riccardo Mauri nuovo libro

Il bullismo in Italia è un problema serio, che condanna in molti a sprofondare in un baratro dal quale spesso è difficile risalire. Umiliazione, mancanza di rispetto e perdita di dignità condannano i giovanissimi a un’adolescenza complicata, delicata, talvolta insopportabile. Il contrasto dei fenomeni del bullismo tradizionale e di quello online, conosciuto come cyberbullismo, rappresenta una sfida globale sulla quale è fondamentale porre la dovuta attenzione. Lo sviluppo sociale personale, l’educazione e il benessere psico-fisico dei minorenni sono così fortemente compromesso, con effetti negativi che possono protrarsi fino all’età adulta. Lo racconta bene Riccardo Mauri nel suo nuovo libro, “Non fate arrabbiare Petra”, adatto dai 14 anni in avanti, la cui lettura è caldamente consigliata proprio agli adolescenti. Il testo, inoltre, può rivelarsi un importante strumento didattico del quale possono fare uso le scuole Secondarie di Secondo Grado.

Un libro avvincente e coinvolgente, è la rinascita di una ragazza, che ottiene la sua rivincita grazie allo sport e a nuove amicizie. La scrittura e la boxe sono il motore e la passione di Riccardo Mauri, che racconta difficoltà e speranze di una ragazza di 16 anni, nella quale c’è un po’ ciascuno di noi. Un romanzo per ragazzi dai 14 anni in su che racchiude in sé il mondo dell’adolescenza con i suoi problemi (bullismo, amori non corrisposti, separazione, ecc.) e vuole abbattere i pregiudizi attorno a uno sport, la boxe, ingiustamente considerato solo come espressione di violenza e riservato solo al mondo maschile.

L’introduzione è di Irma Testa, giovane campionessa di pugilato italiana, che in Petra si riconosce e commenta: “Quello che direi a Petra, se fosse una mia amica, è di avere pazienza e di ascoltarsi: con la boxe, pian piano, il rumore che si ha dentro si placa, fino a diventare quiete, forza interiore. E lo stesso consiglio mi sento di darlo a tutte le ragazze che cercano delle strade per conoscersi meglio: la boxe può essere una di queste”.

Riccardo Mauri, il suo nuovo libro è “Non fate arrabbiare Petra”

“È un mix tra miei ricordi adolescenziali e incontri nella palestra di pugilato che frequento da un po’ di anni. Mi sono chiesto come sarebbe stato iniziare questo sport da ragazzo e non a 30 anni. Con il mio libro mando molteplici messaggi. In primis c’è un messaggio motivazionale: quando ci si sente soli e messi al margine, le risorse possono arrivare anche dalle situazioni, dagli stimoli e dalle circostanze più inaspettate. La boxe ne è un esempio. Con un po’ di pregiudizio è considerato uno sport tipicamente maschile. Invece, è uno sport per tutti, che fa bene per acquisire coraggio e tanti altri beni immateriali che tutti i ragazzi, come la sedicenne protagonista del romanzo, avrebbero bisogno”. Così Riccardo C. Mauri ha presentato il suo nuovo libro e raccontato l’ispirazione che ha dato vita a “Non fate arrabbiare Petra”.

Quindi ha tenuto a sottolineare: “L’idea del pugilato come sport maschile e maschilista è insensato. Non è uno sport utile per il riscatto sociale, è un’idea obsoleta. È uno sport estremamente democratico e popolare, dal quale tutti potrebbero ottenere benefici”.

“Se un adolescente si sente solo o non a suo agio con sé stesso dovrebbe evitare di percorrere le strade indicate dagli altri. Per alcuni possono funzionare, ma non è una scelta universale. Bisognerebbe insegnare agli adolescenti lo spirito della ricerca e della curiosità, per capire quale è la migliore strada per sé. C’è sport e amicizia, ma anche lettura, viaggi e scrittura. Ragazzi e ragazze dovrebbero essere messi nelle condizioni migliori per affrontare questa ricerca”, è il consiglio di Riccardo.

Riccardo Mauri, il nuovo libro e la sua adolescenza

Confidando i suoi ricordi adolescenziali, racconta:Ho subito bullismo intorno ai 12-13 anni. Sono stato meglio quando sono cresciuto, nonostante non siano mancati i momenti di smarrimento né la sensazione di solitudine e invisibilità. Sono percezioni che vive Petra nel mio romanzo e so bene cosa significhino: fortunatamente non ho vissuto un’adolescenza traumatica, ma spesso mi sono chiesto chi fossi davvero e cosa gli altri pensassero di me”.

“A volte il bullismo nasce da una volontà di validazione a livello sociale: “Guardate come sono forte che me la prendo con i più deboli”. Penso bisognerebbe domandare ai bulli quali pensino siano le sensazioni vissute dalle loro vittime. Serve generare empatia e insegnare che forza fisica e arroganza non sono potere né prestigio. Non portano a niente di duraturo né di positivo. Ai ragazzi più fragili consiglierei di esternare le proprie insicurezze, condividendo il proprio stato d’animo con gli adulti, dai fratelli ai genitori, fino agli insegnanti. Non bisogna chiudersi in sé stessi né pensare di essere sbagliati, perché non è così.

Quindi precisa: “Chi ha davvero problemi è il bullo e non il bullizzato”.

Riccardo Mauri, dal suo nuovo libro ai prossimi progetti

Riccardo C. Mauri è nato a Milano nel 1983. Dopo il liceo classico si è laureato in Filosofia della Scienza. Dal 2011 lavora come autore e sceneggiatore per il web e la tv e dal 2015 fa parte del gruppo di autori del programma Le Iene.

Dopo la soddisfazione per il suo nuovo libro, un grande traguardo soprattutto in un periodo incerto, Riccardo spiega: “Non ho progetti immediati in uscita, ma voglio continuare a scrivere sui e per i ragazzi”.

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