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Ricominciare da zero

Pierluigi Gerbino
·3 minuti per la lettura

I mercati finanziari si sono trovati ieri a dover gestire un bel po’ di caos, dovuto alle parecchie divergenze presenti in vari ambiti: sulle correlazioni grafiche; sull’evoluzione del virus rispetto alle attese; sui dati che provengono dall’economia reale rispetto alle ottimistiche speranze di ripresa che i mercati avevano incorporato in estate.

L’incertezza ha aumentato il suo peso nella mente degli investitori. Aggiungiamo poi l’ulteriore inevitabile fardello che comporta l’avvicinarsi del voto presidenziale USA e le ambiguità di questa inedita campagna elettorale, fatta quasi solo sui social ed in tv, a causa degli inopportuni assembramenti che comporterebbero i comizi. Ne viene fuori un mix che spinge a portare a casa i guadagni.

La voglia di passare all’incasso ieri ha superato in USA la mitica FOMO (paura di essere tagliati fuori dal rimbalzo), col risultato che il recupero abbondante che si è visto per metà seduta di lunedì e per tutta quella di martedì da parte di SP500 e Nasdaq, si è fermato pochi minuti dopo il suono della campana che ha aperto le contrattazioni di Wall Street, per lasciare spazio alle vendite, che sono poi proseguite incessanti per tutta la seduta americana.

Il risultato a fine giornata è stato pesante: SP500 è sceso a 3.237 (-2,37%), tornando su valori prossimi al minimo di lunedì scorso e lievemente inferiori a quel 3.244 da cui iniziò questo travagliato 2020. Dopo aver assistito al capitombolo pandemico, alla resurrezione primaverile ed al rally estivo, che ha segnato nuovi massimi storici, ora l’indice guida dell’azionario mondiale è tornato al punto di partenza, come fosse finito nella casella 58 (lo scheletro) del classico gioco dell’oca.

Tutto da rifare, ma con il problemino che il dietrofront di ieri ha classificato il precedente rimbalzo come semplice pullback verso la media mobile esponenziale a 50 sedute, infranta venerdì scorso. Non è infatti un caso che il rimbalzo si sia esaurito a 3.323, mentre la media stava passando da 3.325. La conseguenza è la conferma dell’impostazione ribassista, che dovrebbe oggi avvicinare i successivi obiettivi, forse finali, dell’attuale correzione: il primo è il supporto, anche psicologico di 3.200, testato più volte nella seconda metà di luglio, seguito da quello di 3.115, minimo di luglio e punto di passaggio tra qualche giorno della media mobile semplice a 200 sedute. 

Questo è il dato più significativo della seduta di ieri.

Fa solo da corollario la nuova debolezza del Nasdaq100 (-3,15%) su cui si sono riversate le prese di profitto dei mordi e fuggi di breve periodo, e, in apparente controtendenza, la stabilità europea.

Apparente perché, come ormai troppo spesso succede, ancora una volta i mercati europei sono stati beffati dai movimenti che avvengono nella seconda parte della seduta americana, quando l’Europa ha già chiuso i battenti. I cambiamenti di umore di Wall Street costringono gli indici europei all’inseguimento il giorno successivo. Ieri la seduta europea è stata vissuta in rialzo anche significativo fino all’apertura di Wall Street. Ci si doveva adeguare al rialzo attuato il giorno prima da Wall Street quando l’Europa aveva già chiuso. Quando però si sono viste le prime incertezze americane, gli indici europei hanno fatto dietrofront e sono tornati praticamente sui valori di chiusura già ripetuti nelle due sedute precedenti. Non hanno avuto il tempo di stornare di più e pertanto lo faranno oggi, con un’apertura in gap ribassista, che andrà a prendere atto della debolezza finale degli indici USA e proseguirà il calo verso i loro prossimi obiettivi ribassisti, che sono 3.050 per Eurostoxx50 e 18.500 per il nostro FtseMib.

 

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online