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Ricoperture dei ribassisti prima del voto USA

Pierluigi Gerbino
·5 minuto per la lettura

Finalmente ci siamo. Oggi la fase finale del rito elettorale americano dovrebbe compiersi ed a tarda notte il grande Mentana, che da giorni scalda i motori per la maratona notturna, potrà comunicare e commentare gli exit poll presidenziali ai nottambuli italiani che si priveranno del sonno per attendere il vincitore della sfida Trump-Biden.

Il meccanismo di spoglio prevede generalmente che i singoli stati USA, a partire dall’una di questa notte (ora italiana), quando chiuderanno i seggi i primi della costa atlantica, conteranno dapprima i voti depositati nelle urne e poi nei giorni seguenti quelli arrivati per posta.

Teoricamente intorno alle 5 del mattino italiano potremmo già avere il vincitore provvisorio. Per avere quello definitivo occorrerà attendere chissà quanto, perché quest’anno il numero dei voti “anticipati”, per posta o nei seggi che già prima della data fatidica del 3 novembre hanno consentito di depositare la scheda nell’urna, è stato molto alto. Sembra che quasi 100 milioni di americani abbia votato in anticipo per non rischiare di contagiarsi nella ressa dell’ultimo giorno. Lo stesso Trump ha già votato una settimana fa in Florida, dove ha fissato la residenza per pagare meno tasse. Se pensiamo che nel 2016 il totale dei votanti fu 136 milioni, i giochi in questo momento potrebbero essere già fatti, ma noi lo sapremo solo tra qualche giorno (speriamo pochi). I conteggi dei voti dati di persona potranno darci indicazioni solo se dovesse prevalere Biden. E’ probabile invece che dalle urne di questa notte esca in vantaggio Trump oppure un risultato molto in bilico. In questo caso i mercati domani dovranno scommettere sul voto anticipato. L’opinione degli esperti è che dalla posta dovrebbero arrivare più voti per Biden. Con quale margine? E riusciranno questi voti a ribaltare l’eventuale prevalenza di Trump nelle urne?

Questo è il dilemma e questo è il grimaldello che potrebbe usare Trump per entrare in Lockdown alla Casa Bianca, rifiutare di riconoscere la vittoria di Biden e contestare la validità del voto postale.

Se Trump uscirà vincitore provvisorio dalle urne credo che lo farà. In questo caso l’incertezza e la battaglia legale in tutti gli stati che hanno margini risicati per Biden potrà durare anche varie settimane, con eventuale interessamento della Corte Suprema. Lì potremo verificare se la fretta di nominare la sua simpatizzante Barrett al posto vacante, in modo da avere una schiacciante maggioranza repubblicana nella Corte Suprema, basterà a Trump per vincere a tavolino.

I mercati probabilmente soffriranno nell’attesa. 

Solo se dalle urne uscirà un esito favorevole a Biden Trump non avrà alcuna speranza di ribaltare l’esito elettorale e, lamentandosi contro il mondo, dovrà sloggiare dalla Casa Bianca, chiudendo la parentesi su un periodo tra i più controversi della storia americana.  

L’attesa del voto ieri ha visto gli indici azionari rimbalzare e cercare di voltare pagina dopo la pessima settimana finale di ottobre, che, come ho ricordato ieri, è stata la peggiore da marzo.

I grafici di brevissimo termine, a cadenza oraria, segnavano il raggiungimento dell’eccesso ribassista (ipervenduto) e si erano create, con il minimo di venerdì e successivo recupero parziale, delle divergenze rialziste. Stessa situazione si è verificata sul grafico del petrolio, che la scorsa settimana aveva persino rotto al ribasso un trading range in atto da inizio settembre tra quota 36,50 e 41,50 $ al barile. La scivolata lo aveva condotto venerdì scorso fino a 33,65 $. Il fatto che ieri quel livello sia stato nuovamente testato con successo, ha favorito il classico rimbalzo alimentato dalla chiusura di posizioni short. Il rimbalzo del petrolio ha fatto bene anche agli indici azionari, che ospitano molte martoriate società petrolifere, che hanno potuto rivivere dopo molto tempo la loro giornata di gloria e contribuire al rimbalzo degli indici. Anche qualcuno tra i fan di Trump, fiducioso nella riscossa del grande showman, deve aver scommesso sull’industria petrolifera, presa un po’ di mira da Biden in campagna elettorale.

Il contesto del rimbalzo è stato anche favorito dai dati finali dei PMI (ISM in USA) di ottobre, unanimemente migliori alle attese in Cina, Europa ed USA, che rivelano una certa fiducia dei manager nella ripresa. Va detto che le rilevazioni sulla fiducia dei manager sono state fatte prima che in Europa si adottassero le restrizioni degli ultimi giorni e pertanto sembrano un po’ vecchie. Sarà interessante verificare se quelle di novembre manterranno l’ottimismo.

Sta di fatto che la settimana è iniziata bene, soprattutto in Europa, dove l’azionario la scorsa settimana aveva segnato le performance peggiori, con un filotto di 5 sedute negative su 5. I rimbalzi sono stati corposi: Eurostoxx50 +2,07%, Dax +2% tondo, FtseMib addirittura +2,95%, con i petroliferi in cima alla classifica dei migliori di giornata.

In USA SP500 ha segnato +1,23%, e l’indice Russell 2000 delle small cap addirittura +1,86%. Ma il Nasdaq100 solo +0,29%, a testimonianza che gli investitori stanno anche facendo un po’ di rotazione, raffreddando i loro ardori speculativi sulla tecnologia.

Il movimento di ieri segna la conclusione dell’onda impulsiva 3 all’interno dell’onda (C) ribassista e l’avvio dell’onda 4, che dovrebbe essere correttiva (perciò rialzista). Pertanto il rimbalzo di ieri dovrebbe avere ancora un po’ di vita, ma non troppa. Siccome il grafico orario di SP500 sta forse disegnando un testa e spalle rialzista, il superamento odierno di 3.330 da parte di SP500 lo completerebbe e proporrebbe un’estensione del rimbalzo di altri 3 punti percentuali, fino all’area 3.410. A patto che riesca a superare il primo ostacolo di Fibonacci, cioè il ritracciamento del 38,2% del precedente impulso ribassista, che si trova a quota 3.355.

Al termine di questo rimbalzo il modello che stiamo seguendo ci proporrà una nuova sventola ribassista (onda 5) che concluderà tutta la correzione, molto probabilmente sotto i minimi di settembre di 3.209.

Tutto ciò a prescindere da chi diventerà presidente USA.

Già. Ma chi vincerà?

Butto là un pronostico, anche se non sono certamente un esperto di politica americana. Per me questa notte il vincitore provvisorio sarà Trump con minimo scarto. Biden lo supererà col voto postale nei prossimi giorni. Trump perciò farà il diavolo a quattro. Vedremo.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online