Animali in condominio, la legge imprecisa genera mostri: ora iguana e serpenti sono banditi

La riforma del condominio crea problemi con animali domestici ed esotici

Dopo settanta anni cambiano le regole dei condomini italiani con la riforma contenuta nella legge 220 dell’11 dicembre 2012. Il provvedimento, tuttavia, entrerà in vigore il 17 giugno 2013 dopo una prevista vacatio di sei mesi, indispensabile per studiare le novità e prepararsi all’applicazione delle nuove disposizioni. Si tratta di un dispositivo che produrrà cambiamenti per oltre 30 milioni di italiani.

La nuova normativa dedica uno spazio importante anche al possesso degli animali, tracciando una chiara distinzione tra domestici (cani, gatti, conigli, etc) ed esotici. Per i primi viene abolito qualsiasi tipo di limitazione, mentre la presenza dei secondi è completamente vietata. Una delimitazione di gran rilievo, soprattutto in considerazione del fatto che in Italia una famiglia su quattro possiede almeno un animale domestico.

Inizialmente il termine inserito al Senato nella normativa era “da compagnia”, poi alcuni emendamenti hanno determinato una riformulazione alla Camera poiché la definizione originaria era considerata troppo generica ed era palese il rischio che in quell’insieme potessero rientrare anche specie come iguane o serpenti. L’inserimento dell’aggettivo “domestici” non ha però diradato del tutto le polemiche. Quest’ultima definizione non è infatti riportata in alcun volume o trattato giuridico e quindi potrebbe autorizzare il legittimo possesso – per esempio – di porcellini o galline.

L’approccio che ha guidato il varo della normativa si basa infatti sull’assunto che non si può impedire a ogni residente di disporre della propria abitazione come ritiene più opportuno. Maggiori restrizioni riguardano invece gli spazi comuni – come i cortili condominiali – dove sarà garantita la possibilità di portare gli animali a patto che non mettano a repentaglio la libertà di movimento degli altri inquilini.

Sarà quindi necessario – in molti casi – adoperare strumenti quali il guinzaglio e la museruola. Nel caso di comportamenti lesivi della collettività – come i rumori nelle ore di quiete oppure il mancato rispetto dell’igiene – ogni condomino potrà presentare le proprie ragioni nelle opportune sedi giudiziarie. Un questione che resta ancora aperta è poi quella legata al diritto alla Salute, garantita dalla Corte costituzionale a quei residenti che soffrono di allergie o di varie forme di asma provocate dalla vicinanza o dal contatto con gli animali.

La nuova normativa, che consente la piena detenzione senza alcun divieto, andrà resa compatibile con queste problematiche e la risoluzione sarà quindi demandata ai giudici. Bisogna poi aggiungere che – in mancanza di una norma transitoria che disciplini i rapporti in essere – la nuova disposizione legislativa non potrà avere valore retroattivo e lascerà quindi immutati i regolamenti interni dei singoli condomini che siano stati approvati a maggioranza e che siano stati accettati, sottoscritti e allegati ai singoli atti di compravendita.