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Righini, Fiper: da bioenergie alternative per 35% import gas russo

Image from askanews web site
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Milano, 5 mag. (askanews) - Le bioenergie presenti in Italia potrebbero costituire una delle possibili ma significative alternative all'importazione di gas, tuttavia l'opzione resta penalizzata "dall'atteggiamento timido e ambiguo del governo riguardo il tendenziale di impiego delle bioenergie nel mix energetico nazionale". E' la sollecitazione emersa e ribadita da Walter Righini, presidente della Federazione Italiana Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, nel corso dell'assembla annuale della federazione. Nel corso della sua relazione Righini ha ribadito che: "A partire dalla disponibilità legnosa di biomassa presente sul nostro territorio, si potrebbe sostituire l'importazione di almeno13 mld di metri cubi di gas naturale, pari al 35/40% dell'import di gas proveniente dalla Russia". Si tratterebbe di un potenziale "da aggiungere ai 6 miliardi di metri cubi provenienti dalla riconversione di una quota parte di impianti a biogas agricolo in produttori di biometano".

"L'effetto di sostituzione - è stato sottolineato - non può avvenire dall'oggi al domani, tuttavia, la Federazione evidenzia la necessità di rivedere le misure previste nel PNRR per promuovere fattivamente da un lato, il teleriscaldamento efficiente e dall'altro, garantire la continuità elettrica del parco impianti esistenti alimentati a biomasse/biogas oltre alla messa in atto di una serie di correttivi sull'attuale bozza del decreto sul biometano". Righini in particolare ha evidenziato "l'estrema esiguita' dell'importo di 200 milioni di euro stanziati dal Pnrr per lo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento, che risultano del tutto risibili a fronte della potenzialità che potrebbe assumere in Italia il teleriscaldamento con particolare riferimento anche al teleriscaldamento a biomassa". Altra criticità sottolineata riguarda l'importo assai elevato di finanziamento per progetto, sino a 20+15 milioni di euro. "Di fatto - ha detto il presidente Fiper -con pochi progetti approvati va' ad annullare piccole realta' quali le nostre di aree montane".

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