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Rincari in vista per la birra causa aumento costi materie prime

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Rincari in vista per la birra causa aumento costi materie prime
Rincari in vista per la birra causa aumento costi materie prime

L’aumento del costo dell’energia ha ripercussioni sulle materie prime e sui generi alimentari. Ecco perché se il prezzo sale è più difficile che poi riesca a sgonfiarsi

Il prezzo delle materie prime continua a crescere. Vuol dire che ci ritroveremo delle bollette di luce e gas più care - per il ministro della Transizione ecologica Cingolani fino al 40 per cento ad ottobre - ma non solo. La raffica di aumenti avrà ricadute anche sui prezzi dei beni al dettaglio come pane, pasta e perfino birra. La crescita dei costi dei beni al dettaglio è una conseguenza dell’aumento del prezzo delle materie prime che sale perché costa di più l’energia necessaria per produrle.

ELETTRICITÀ PIÙ CARA DEL 40%

Il governo si interroga su come limitare gli effetti in bolletta. Per le famiglie si profila in salasso da 500 euro. Di sicuro c’è il fatto che se non si dovesse intervenire, luce e gas costeranno molto di più. Ma perché? Prima di tutto è bene ricordare che l’aumento dei prezzi dell’elettricità non riguarda solo l’Italia. Dal secondo trimestre del 2020 allo scorso agosto, il prezzo dell’energia elettrica per le famiglie italiane è passato da 16,08 a 22,89 centesimi di euro per kilowattora, con un aumento superiore al 40 per cento.

PERCHÉ STA AUMENTANDO IL PREZZO DELL’ENERGIA

Ci sono più fattori che concorrono all’aumento. Dopo i lockdown, le attività produttive hanno ripreso comportando un rapido aumento per le materie prime. Il prezzo del petrolio è aumentato del 200 per cento dalla primavera del 2020, quello del gas del 30 per cento solo nel secondo trimestre di quest’anno. In Italia il gas naturale si usa anche per produrre il 40 per cento dell’energia elettrica, quindi se aumenta il costo del gas cresce anche quello dell’energia elettrica. L’Europa, inoltre, importa una buona quantità di gas dalla Russia che nelle ultime settimane ha ridotto i flussi a favore dei paesi asiatici. A far lievitare i prezzi, infine, c’entrano anche i permessi per emettere anidride carbonica, rilasciati dall’Europa.

LA CRESCITA DEI PREZZI AL DETTAGLIO

I costi maggiori delle materie prime sono destinati a ricadere sui consumatori. Confesercenti ha stimato a luglio 2021 un incremento dei prezzi all’origine pari al 10 per cento rispetto all’anno precedente per il frumento duro e del 17,7 per cento per il frumento tenero. Questo comporta inevitabilmente un ritocco all’insù anche del prodotto finale, quindi pane e altri beni di prima necessità, considerato che a salire è anche il prezzo della farina.

IN AUMENTO ANCHE IL COSTO DELLA BIRRA

In questo scenario di rialzi che partono dall’energia e arrivano ai beni di prima necessità e di consumo, si registra anche un aumento dei costi di trasporto delle merci, sia via mare che via terra. Costano si più anche gli imballaggi (+35 per cento l’alluminio dal dicembre 2020 ad oggi), l’orzo ha messo a segno un balzo del +50 per cento. Questo vuol dire che anche il prezzo della birra è destinato a crescere. Una buona parte degli analisti ritiene che l’aumento dell’inflazione - aumento generale dei prezzi di beni e servizi misurato come variazione percentuale su base mensile o annua - avrà delle ricadute importanti anche sugli utili delle aziende produttrici di birra nel 2022.

UTILI IN RIBASSO?

Per quest’anno, invece, le stime degli analisti non evidenziano grandi scossoni. Ma per il 2022 la storia è diversa. Le aziende produttrici di birra, per compensare gli utili in calo, potrebbero pensare di aumentare i prezzi al dettaglio. E non sarebbe certo una novità perché quando si sono registrare annate negative per il raccolto di luppolo in Baviera, come tre anni fa, l’aumento c’è stato. Le aziende hanno dovuto rivolgersi ad altri produttori, con maggiori costi di trasporto. Altra storia, certo, ma con una possibile costante: quando chi produce birra decide di alzare i prezzi, è molto difficile che poi decida di abbassarli di nuovo. Più probabile, invece, che i grandi produttori possano trovare un modo per uniformare i prezzi, con il fine di aumentare i profitti.

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