Italia markets closed
  • Dow Jones

    32.601,09
    +377,67 (+1,17%)
     
  • Nasdaq

    11.924,54
    +261,75 (+2,24%)
     
  • Nikkei 225

    26.659,75
    +112,70 (+0,42%)
     
  • EUR/USD

    1,0552
    +0,0113 (+1,09%)
     
  • BTC-EUR

    28.614,45
    +507,07 (+1,80%)
     
  • CMC Crypto 200

    678,35
    +435,67 (+179,52%)
     
  • HANG SENG

    20.602,52
    +652,31 (+3,27%)
     
  • S&P 500

    4.077,32
    +69,31 (+1,73%)
     

risarcimento per la famiglia di un pompiere morto in servizio

·2 minuto per la lettura
vigile fuoco morto
vigile fuoco morto

Un vigile del fuoco è morto in servizio 42 anni fa in un incidente, e la famiglia ha ricevuto solo ora il risarcimento milionario.

Dopo 42 anni arriva il risarcimento per la morte di un vigile del fuoco

Hanno aspettato ben 42 anni, ma alla fine sono riusciti ad avere giustizia. Si parla dei 5 figli del capo dei Vigli del Fuoco di Palermo, morto nel lontano 1979. Alla progenie spetta un cospicuo di 1.350.000 euro.

Da dove deriva questa cifra? A distanza di tutto questo tempo è stato riconosciuto lo status di familiari di vittima del dovere e i relativi bonus previsti dalla normativa vigente ovvero 1.500 euro al mese per 15 anni a testa.

Risarcimento dopo 42 anni dalla morte del vigile del fuoco: l’incidente

L’ex capo squadra dei Vigili del Fuoco morì cadendo in un burrone, a causa di un guasto ai freni del mezzo sul quale viaggiava, dopo aver terminato un’operazione di soccorso. In seguito alla tragedia i figli chiesero al Ministero di riconoscergli lo status di familiari di vittima del dovere, ma la richiesta fu rigettata perché l’operazione di soccorso era formalmente giunta al terminata.

Risarcimento dopo 42 anni dalla morte del vigile del fuoco: il ricorso

I figli si sono sentiti in torto e hanno proseguito la loro lotta per vie legali. Dopo quasi mezzo secolo di attesa sono riusciti ad avere giustizia, come sottolineato dai legali delle vittime:

«L’attività di soccorso effettuata dalla vittima rientra fra quelle previste dalla legge 266 del 23 dicembre 2005. Non capiamo infatti come il Ministero abbia potuto negare l’evidenza, rigettando la richiesta di riconoscimento dello status di vittima del dovere. Siamo lieti che il giudice abbia compreso le ragioni e ripristinato un diritto che per troppo tempo era stato negato loro».

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli