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Rischiano una condanna le famiglie dei ragazzi accusati dell'omicidio di Colleferro: non avevano diritto al reddito di cittadinanza

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Willy genitori fratelli Bianchi
Willy genitori fratelli Bianchi

I genitori dei fratelli Bianchi di Francesco Belleggia e Mario Pincarelli rischiano il carcere. Le famiglie dei quattro ragazzi avrebbero dichiarato il falso e percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. Secondo quanto emerso dai controlli della Guardia di Finanza, il tenore di vita delle tre famiglie non corrispondeva a quanto dichiarato. I beni delle famiglie potrebbero quindi essere sequestrati dalla procura di Velletri fino a quando non saranno restituite le somme percepite dall’Inps. Nel frattempo da ulteriori indagini delle forze dell’ordine è risultato che le vittime dei fratelli Bianchi erano per buona parte stranieri.

Rischiano il carcere i genitori

Rischiano il carcere da due a sei anni i genitori dei fratelli Bianchi e degli altri due ragazzi accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte. Stando a quanto riportato dalle verifiche della Guardia di Finanza avrebbero percepito il reddito di cittadinanza senza tuttavia averne diritto. I familiari dei quattro ragazzi conducevano uno stile di vita che non rispecchiava quanto dichiarato dato dal fatto che oltre al reddito di cittadinanza percepivano altre entrate.

Non è tutto. Il gip di Velletri potrebbe arrivare a disporre del sequestro dei beni qualora le famiglie dei quattro ragazzi non restituiscano quanto percepito dall’INPS. Si tratta ad ogni modo di una misura che potrebbe non preservarli da un’eventuale condanna.

Il passato dei fratelli Bianchi

Intanto i carabinieri proseguono le indagini nelle quali sarebbe emerso che fin da giovanissimi tra le vittime dei fratelli Bianchi erano presenti anche molti stranieri. In passato, nel centro storico di Velletri avevano spaccato la mandibola ad un uomo rumeno con prognosi di 60 giorni. Sempre a Velletri avevano partecipato ad una rissa tra italiani e stranieri nella quale fu preso di mira un indiano. Nonostante ciò dalle indagini emerse potrebbe essere esclusa l’aggravante razziale. Tra i ragazzi saliti sul Suv era infatti presente Omar S. un ragazzo di origini nordafricane.