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Rischio truffe con il bonus vacanza: ecco come difendersi

Gaia Terzulli
·2 minuto per la lettura
Rischio truffe con il bonus vacanza: ecco come difendersi
Rischio truffe con il bonus vacanza: ecco come difendersi

Account social e banner pubblicitari raggirano gli utenti per ottenere i loro dati personali e i soldi degli incentivi

Da giorni un nuovo “virus” dilaga sui social: una serie di account fasulli offrono agli utenti la possibilità di convertire in denaro i bonus vacanze già attivati attraverso l’App IO, ma non ancora utilizzati per un soggiorno turistico. Ammorbano la rete, tra cui Instagram, in vari modi: sotto forma di account truffaldini o di banner pubblicitari, sempre con l’obiettivo di estorcere ai cittadini i loro dati sensibili prima ancora del denaro.

GLI ACCOUNT-TRUFFA

Nel primo caso all’utente vengono richiesti il codice fiscale e il codice univoco (QRcode) del bonus vacanze. Con questi dati l’ignoto gestore dell’account ruba i soldi dell’incentivo, che dunque viene “bruciato”, e poi sparisce. L’Agenzia delle entrate, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e PagoPA SpA hanno avviato indagini a riguardo e invitano i cittadini alla massima cautela: il bonus vacanze va utilizzato solo come espressamente previsto dalle norme. Qualunque metodo alternativo non è consentito.

SOCIAL E BANNER

Il secondo tipo di truffa, riferisce l’Agenzia delle entrate, avviene attraverso account social o banner che pubblicizzano offerte turistiche particolarmente vantaggiose e abilitate al bonus. Si tratta, anche qui, di imbrogli: una volta ottenuti i dati dagli utenti, queste pagine vengono chiuse e scompaiono dal web.

I CONSIGLI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Per mettere in guardia i cittadini, l’Agenzia delle entrate dà alcuni consigli pratici: “Il bonus e gli altri dati” – scrive – “devono essere comunicati al fornitore del servizio turistico solo al momento dell’effettivo pagamento dell’importo dovuto per la vacanza. Infatti, il componente del nucleo familiare che intende fruire dell’incentivo deve comunicare al fornitore il codice univoco, o esibire il QRcode, insieme al proprio codice fiscale, che sarà riportato sulla fattura o documento commerciale emesso a fronte del pagamento”. A questo punto il fornitore verifica la validità del bonus inserendo, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, il codice univoco, il codice fiscale del cliente e il corrispettivo dovuto. In caso di riscontro positivo, può confermare a sistema l’applicazione dello sconto. Solo da questo momento l’agevolazione s’intende interamente utilizzata.

REGOLA AUREA

Per difendersi da questi e altri simili raggiri, basterebbe ricordare che nessun soggetto istituzionale (Inps, Poste, banche) contatterebbe un utente per ottenere dati personali. E questi non andrebbero mai forniti a terze parti o a soggetti ignoti.