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I rivoluzionari si calmano, il mercato riflette

Pierluigi Gerbino
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Il week-end ed il cambio di mese sembrano aver aiutato il mercato a voltare pagina, dopo la baraonda di volatilità che la scorsa settimana ha turbato i sonni di molti operatori, soprattutto in USA. Sonni agitati da preoccupazioni, quelli dei parecchi gestori di Fondi Hedge ed istituzionali venditori di opzioni call, dopo le perdite colossali abbattutesi sui loro bilanci per le affannose ricoperture degli short e delle opzioni vendute. Si parla di cifre intorno ai 50 miliardi complessivamente. Sonni invece agitati dalla piacevole adrenalina dell’avidità per le truppe di “WallStreetBets”, che postano sul forum numerosi guadagni di decine di migliaia di dollari in pochi giorni, a volte reali e a volte solo virtuali.

Ma ogni sogno, prima o poi, finisce, anche se nulla vieta, per ora, di poterne ricominciare un altro.

Per ora sembra che le scommesse spericolate sui titoli beniamini della scorsa settimana si stiano sgonfiando, insieme alle quotazioni, che stanno atterrando a dimensioni leggermente più realistiche. Gamestop, per fare un solo esempio, dopo che mercoledì scorso aveva guadagnato 200$, giovedì ne ha persi 154, venerdì recuperati 125 e ieri ne ha ripersi 100. Oscillazioni pazzesche per un titolo che  un mese fa, nella prima seduta del 2021, era valutato 17 dollari. Sono comunque il segno che qualcuno sta mettendo da parte l’ideologia dello spezzare le ossa ai cattivi degli hedge fund, per passare all’incasso e portare a casa un po’ di guadagno reale prima che evapori del tutto.

Comunque tutti hanno potuto vedere la forza dirompente che può avere un social di 6 milioni di piccoli e spericolati Gordon Gekko che agiscono all’unisono.

La lezione è stata colta dai gestori dei fondi hedge, che d’ora in poi non divulgheranno più con la disinvoltura del passato le loro operazioni ribassiste. Ma anche dagli istituzionali venditori di opzioni, che stanno invocando provvedimenti restrittivi dai regolatori per evitare gli assalti dei trader di WallStreetBets. Non mancano poi le contromisure dei commercianti di big data, che stanno già vendendo ai fondi hedge ed agli istituzionali software applicativi di tracciamento delle frequenza con cui vengono usate certe parole chiave sui forum di Reddit, in modo da tenere d’occhio il nemico trader populista. 

La mia impressione, però, è che comunque per l’establishment non sarà facile far rientrare nella lampada il genio protettore dei piccoli trader, ora che è uscito ed ha rivelato la loro forza travolgente. A patto, ovviamente, che non la buttino troppo in politica, creando un populismo finanziario che potrebbe fare la fine del populismo politico trumpiano. E che non si mettano in testa di abbattere Wall Street. Non dimentichiamo mai che la stragrande maggioranza del risparmio americano, quello che laggiù viene investito nei fondi pensione, dato che la pensione statale fornisce solo briciole, è dato in gestione ad investitori professionali ed alle grandi banche, cioè all’establishment. Abbattere l’establishment non è solo molto difficile per le protezioni politiche che da sempre gode. E’ anche pericoloso, perché se crollasse Wall Street verrebbe eroso il risparmio degli americani. Ed il popolo dei Forum farebbe in fretta a passare dalle stelle, su cui lo ha portato il ruolo di piccoli Robin Hood che lottano contro il cattivo Sceriffo di Nottingham, alle stalle dell’etichetta di terroristi finanziari nemici dell’America.

Se invece riusciranno a mantenersi in modalità guerrigliera, con incursioni sui nervi più scoperti delle nefandezze degli istituzionali e le denunce del tanto marcio che alberga sui mercati, ma senza sogni di eccessiva gloria, potrebbero continuare a vivere, guadagnare ed allungare la vita al mercato, rendendolo forse un po’ più ecologico.

Credo che avremo occasione per tornare ancora su questi temi, in futuro.

Ora occupiamoci brevemente di quel che è successo ieri al di fuori del piccolo grande mondo di WallStreetBets.

SP500 ha tentato il rimbalzo dopo il crollo di venerdì, con un certo successo, andando a creare quella che possiamo classificare come onda B di (2) di (iii).

Calma. Ricostruisco il conteggio delle onde, che abbiamo messo per qualche settimana in standby per dare il tempo ai mercati di chiarire lo scenario.

L’indice USA SP500, che prendiamo come guida per l’azionario di tutto il mondo, dopo lo storno violentissimo all’inizio della pandemia, ha iniziato un percorso rialzista di lungo periodo, che sarà composto di 5 onde. L’onda (i), impulsiva, è partita dal minimo pandemico di 2.192 del 23 marzo 2020 e si è conclusa a 3.588 il 2 settembre scorso. L’onda (ii), correttiva, ha impiegato settembre ed ottobre a far scendere l’indice, assai poco, a 3.244. Ad inizio novembre è partita l’onda (iii), che è in pieno svolgimento e sarà anch’essa impulsiva (anzi, normalmente la terza onda è sempre quella più impulsiva di tutte) e composta da 5 onde di grado minore. La prima di queste onde (1) è quella che si è estesa da inizio novembre fino a martedì 26 gennaio. La turbolenta correzione che è iniziata sul massimo storico di 3.871 e che si sta svolgendo, rappresenta l’onda (2) e sarà verosimilmente composta da 3 movimenti. Il primo (A) è stato l’impulso che ha portato venerdì scorso l’indice a realizzare il minimo a 3.694. Da lì è scaturito un rimbalzo, che dovrebbe ancora continuare un po’. Questo rimbalzo è l’onda (B) di (2), attualmente in corso. Ieri quest’onda è arrivata fino a 3.784, ma potrebbe ancora estendersi per avvicinare ancora un po’ i massimi storici.

Mi aspetto però ancora un ripiegamento che vada a concludere l’onda (2). Questo ultimo ribasso sarà l’onda (C) di (2) e realizzerà il minimo, che dovrebbe essere un po’ inferiore a quello di venerdì scorso, da cui partirà l’onda (3) rialzista ed impulsiva.

Comunque l’onda (2) non potrà essere dichiarata conclusa finché non verrà superato il massimo di 3.871.

Spero di non aver confuso troppo le idee ai lettori. Quel che conta è che al momento siamo ancora in un contesto correttivo, fino a prova contraria. Questa prova contraria verrà fornita solo al superamento dei precedenti massimi storici e questo breakout suonerà la carica rialzista perché l’onda (3) è sempre quella più esaltante. Dovrebbe far superare anche di molto quota 4.000 all’indice SP500.

Ma ora è presto per esaltarsi. Ci attende ancora qualche giorno frastagliato.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online