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Robiglio (Confindustria): salario minimo? Contrattazione via maestra

·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 1 ott. (askanews) - La contrattazione collettiva è la strada da seguire per combattere il dumping salariale e assicurare retribuzioni che rispettino e tutelino la dignità dei lavoratori. Il presidente della Piccola Industria di Confindustria, Carlo Robiglio, in un'intervista ad Askanews, interviene così nel dibattito sulla possibile introduzione del salario minimo in Italia. Robiglio, poi, rivendica il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese, spina dorsale dell'economia italiana, nella ripartenza del Paese dopo la pandemia e chiede al governo una maggiore attenzione al rafforzamento patrimoniale e alla capitalizzazione delle piccole aziende. Sul fronte del lavoro, il presidente della Piccola Industria lamenta la mancanza di manodopera specializzata e insiste sulla necessità di potenziare gli Istituti tecnici superiori e la formazione professionale.

Il dibattito sul salario minimo è tornato d'attualità. Lei ritiene che vada introdotto anche nel nostro Paese?

"Noi siamo per sviluppare, sostenere e incentivare la contrattazione collettiva. Per noi viene prima di tutto la dignità della persona e del lavoro. Dobbiamo fare in modo che le aziende entrino in quella logica in cui la contrattazione collettiva e, quindi anche il confronto tra imprese e sindacati, possa portare una situazione di rispetto dei minimi salariali e di tutela della dignità del lavoro e della persona. Siamo i primi a criticare e a temere il dumping salariale e i contratti pirata. La contrattazione collettiva è la via maestra".

L'economia italiana sta vivendo una fase di ripresa dopo la profonda caduta subita, nel 2020, a causa della pandemia. Le piccole e medie imprese che ruolo stanno avendo in questa ripartenza?

"Le piccole e medie imprese stanno svolgendo un ruolo importantissimo e fondamentale nella ripartenza dell'economia italiana dopo la pandemia. In questa ripresa che si sta vedendo, la piccola impresa, anche alla luce del Pnrr, può avere davvero una grandissima forza, a patto che sia disposta a crescere e a mettersi in discussione. Inoltre le filiere, creatrici di valore e cinghia di trasmissione delle competenze, avranno sempre più importanza nella crescita delle piccole imprese".

Molte aziende lamentano la mancanza di manodopera specializzata. Qual è la situazione delle piccole e medie imprese?

"Certamente viviamo una situazione a due facce. Da un lato un'altissima disoccupazione giovanile, vicina al 30% che è un dato inaccettabile, dall'altro le nostre imprese cercano manodopera specializzata e qualificata e non la trovano. C'è anche un recente dato Istat che conferma come, tra industria e servizi, oggi in Italia ci siano circa 300mila profili richiesti dalle imprese che non vengono trovati. C'è un problema di formazione e per questo come Confindustria stiamo spingendo enormemente sul potenziamento degli Its e sulla formazione professionale come leva di sviluppo e competitività soprattutto per i giovani".

Il governo guidato da Mario Draghi si appresta a scrivere la manovra economica per il 2022. Quali le priorità da affrontare?

"Ci sono due tipologie di priorità fondamentali per la crescita del Paese. Per quel che riguarda le piccole imprese dovremmo confrontarci su un tema che, a nostro parere, nel Pnrr non è stato adeguatamente sviluppato: il rafforzamento patrimoniale e la capitalizzazione. Sono necessari, poi, strumenti di sostegno alla crescita delle piccole aziende. Quindi una maggiore attenzione su questi temi è particolarmente importante. Ma la prima mission del governo deve essere quella di fare le riforme, oggi improcrastinabili, da quella del lavoro, con le politiche attive, alla P.A. fino al fisco e alla giustizia".

Il costo delle materie prime sta mettendo in difficoltà le imprese. Che impatto sta avendo sulle piccole?

"L'impatto del rialzo dei prezzi è molto negativo e preoccupante. Il nostro è un Paese manifatturiero che ha bisogno di tutta una serie di materie prime da lavorare. E' evidente che questa fase sta creando una situazione molto negativa perchè è difficile l'approvvigionamento, anche perchè le produzioni sono ripartire rapidamente, e poi non mancano le speculazioni internazionali. Inoltre c'è il nodo del rialzo dei costi dell'energia, anche questo sta creando seri danni alle nostre imprese. Chiediamo al governo d'intervenire in prima battuta abbattendo Iva e accise che gravano sulle bollette, sia dei privati che delle imprese. Non è solo un tema italiano e per questo va affrontato a livello europeo".

(Di Maria Luigia Pilloni)

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