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Roma, a pagamento le mappe della città

Fabrizio Arnhold
Roma, a pagamento le mappe della città

Un euro e 50 centesimi per la cartina, due euro e 50 per la mappa di Roma. Costa meno, un solo euro, quella di Ostia e Ostia antica. I turisti che decidono di visitare la Città eterna sono avvisati: le cartine per raggiungere il Colosseo senza perdersi sono a pagamento. In tutte le città d’arte del Belpaese sono gratis, ma a Roma non più. O meglio, nei punti informativi turistici (PIT) si dovrebbero ancora trovare. Pura teoria, perché in realtà sono esaurite praticamente ovunque. Una manna per le casse del Comune? Macché. Entreranno solo 225mila euro. A guadagnarci un milione di euro, invece, sarà la società che si è aggiudicata il bando triennale per la realizzazione delle mappe.

I turisti che ogni anno si riversano nella capitale sono più di 12 milioni. Nell’ultimo mese, però, le mappe gratuite a disposizione dei visitatori sono off limits. Terminate, scomparse, insomma introvabili. Il Campidoglio dovrebbe metterne a disposizione circa tre milioni di copie all’anno, senza costi per i turisti. E senza che l’amministrazione spenda un centesimo visto che le spese sono interamente coperte dalle inserzioni pubblicitarie. Come succede, peraltro, nella maggior parte delle città d’arte. Adesso la giunta Marino ha deciso di cambiare rotta, “in via provvisoria e sperimentale”, scrive L’Espresso, il Comune ha ritenuto “maturo il momento per prevedere la vendita di una mappa ufficiale e di una guida della città di Roma”, come si legge sulla delibera. Un business per le librerie, agenzie di viaggio, hotel ed edicole. E sì perché le cartine a pagamento non saranno un’esclusiva degli infopoint.

La scena potrebbe essere anche questa: un turista compra un opuscolo sull’imperatore Adriano in libreria e con due euro e mezzo in più si porta via anche la mappa dell’Urbe. Un modo per il Comune di fare cassa? Mica tanto. L’affaire non è poi così conveniente per il Campidoglio. Questioni di royalty. L’appalto scadrà a metà novembre, e il Comune fino ad allora ipotizza di incassare circa 210mila euro, più altri 15mila derivanti dalla pubblicità. Qualcosa come 800 euro al giorno, un po’ pochino. Le royalty fissate per la vendita, infatti, sono basse: 25 centesimi per la mappa e la guida di Roma e 20 centesimi per quella di Ostia. Al massimo il 20 per cento del totale. Qualcuno, però, ci dovrà pure guadagnare: la A&C Communication, la società che nel 2011 si è aggiudicata il bando triennale per la realizzazione della mappa cittadina. I proventi, in questo caso, sono ben più elevati: due euro per ogni guida, 56 centesimi per la cartina di Ostia e 94 centesimi per quella di Roma (più della metà del costo totale). Se le previsioni di vendita saranno rispettate, l’impresa metterà all’incasso la bellezza di un milione di euro. Un’enormità rispetto a quanto spetterebbe al Comune.

A mettere mano al portafoglio, questo è sicuro, saranno i turisti. Un altro balzello che si somma ai due euro a notte previsti dalla tassa di soggiorno. “Le vecchie mappe non erano più sostenibili perché la raccolta pubblicitaria non era sufficiente a coprire i costi”, ha spiegato l’assessore al Turismo, Marta Leonori. Ad ogni modo, “quelle gratuite non spariranno, continueranno a essere disponibili nei punti informativi turistici”. Magari nelle prossime settimane perché nei quattro infopoint visitati da L’Espresso, di “mappe free” nessuna traccia. “Sono finite a dicembre e ci hanno detto che in futuro saranno messe in vendita”, precisano gli addetti dei punti informativi. Nel frattempo ci sono, dappertutto, quelle a pagamento. Nessuno andrà in rovina, sia chiaro, per due euro e mezzo investiti per studiare la mappa della Città eterna. Ma qualche turista, sicuramente, avrebbe preferito spenderli per bersi un buon caffè prima di farsi un giro ai Fori imperiali.