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##Roma,scontro destra-sinistra e caccia a incerti per partitissima Campidoglio

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Image from askanews web site
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Roma, 16 ott. (askanews) - A Roma è guerra di piazze e di endorsement fino all'ultimo minuto prima del silenzio elettorale, per il ballottaggio sul filo del nuovo scontro sociale destra-sinistra che caratterizza la partitissima per il Campidoglio. Al voto di domani e lunedì si arriva in una settimana concitata in cui, dopo la "devastazione squadrista" che ha colpito la Cgil - così l'ha definita il candidato sindaco del centrosinistra Roberto Gualtieri -, la città ha assistito alla "profanazione e vandalizzazione" notturna del comitato elettorale del suo competitor di centrodestra Roberto Michetti, bollato con una scritta sul portale d'ingresso "fascista" e invitato a "ricordare Piazzale Loreto" con un'altra scritta laterale. Il tutto accompagnato da una stella a cinque punte.

Anche nelle ultimissime ore che precedono l'apertura dei seggi a Roma è caccia grossa a quei 19,8% e 19,1% di voti espressi al primo turno dai romani andati alle urne a favore, rispettivamente, di Carlo Calenda che ha annunciato il suo voto per Gualtieri, e della Sindaca uscente Virginia Raggi che - al contrario del suo leader M5S Giuseppe Conte - si è rifiutata di farlo.

Ancora di più, però,l'impegno e lo sforzo last minute di entrambe le squadre dei contendenti è quello di trascinare alle urne quel 51,2% di romani che è rimasto a casa, affidandosi soprattutto alla messaggistica, ai social e al passaparola. Gualtieri, per parte sua, punta anche molto sugli endorsement d'eccellenza: da un nutrito gruppo di universitari e ricercatori romani, a quello del vicepresidente dell'Ue Frans Timmermans che lo definisce come "cacio sui maccheroni" per la Capitale.

Roma arriva al in ogni caso al ballotaggio decisivo delle Comunali con Michetti, vincitore del primo turno con il 30% dei voti, che si considera "bullizzato" da social e media per la fiorita attitudine oratoria che lo ha portato tra l'altro, in un confronto con Gualtieri, a indicare in una sua Giunta ideale Andreotti e Sora Lella. Ed imbarazzato dall'indagine di Agcom contro il presunto antisemitismo dell'emittente radiofonica con cui collabora da anni come opinionista.

In una piazza Campo de' Fiori stracolma, a chiudergli la campagna elettorale, tra palco e video, c'è l'intero parterre dei leader massimi del centrodestra. Compreso Silvio Berlusconi che offre in dote a Michetti e ai romani Guido Bertolaso come futuro commissario per il Giubileo e anti-mondezza, facendo appello diretto e personale ai romani a non restare a casa e scegliere il centrodestra per il "dopo Raggi" capitolino. Per parte sua la presidente di Fdi Giorgia Meloni, principale sponsor di Michetti, lo ringrazia "perchè io ho le spalle larghe, ma pure lui è rimasto sempre calmo, senza rispondere alle provocazioni". E gioca la carta della cattiva stampa: "Ce ne fosse stato uno che è andato con una telecamera nell'esosa cuccia del cane della Cirinnà o da Arcuri, o a chiedere dove sono finiti i 13 milioni di mascherine di Zingaretti". Mentre Matteo Salvini identifica in Gualtieri "il sistema", che in una sfida "come Davide contro Golia", contro Michetti "ha schierato di tutto: i giornali, le corazzate". Michetti è fiducioso: "Sento che la città sta reagendo e vi chiedo dunque di andare a votare, ci andiamo a riprendere il Campidoglio!", ha gridato chiudendo l'evento sulle note di Fratelli D'Italia.

Roberto Gualtieri, accolto dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini ai piedi del suo palco in una piazza del Popolo animata, secondo gli organizzatori, da 5mila sostenitori, viene introdotto dal sindaco neoeletto di Napoli Gaetano Manfredi e dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Manfredi, che ne loda la vicinanza "al bene di tutti", quando entrambi erano nel Governo Conte, gli porta da Napoli "il sole e il vento che ci hanno visto vincere", perché Roma si difenda, con la sua vittoria, "da rigurgiti che non ci appartengono", e diventi "la Capitale di tutta l'Italia, con la democrazia e l'Europa al centro. Un'Italia antifascista".

Zingaretti, invece, si rivolge ai manifestanti no green-pass che affollavano la stessa piazza del Popolo sabato scorso: "ma non a tutti: a tanti di coloro che erano in questa piazza sulla base di una condizione sociale disperata", "soli, che hanno paura, a coloro che sono ora arrabbiati: voi che giustamente volete un riscatto, la risposta ai vostri problemi non sono i manganelli contro i rappresentanti dei lavoratori - rilancia Zingaretti - ribellatevi contro chi usa la vostra condizione umana per costruire, o meglio per distruggere, su quel disagio. Dalla violenza e dai manganelli non è mai nata la giustizia, il lavoro, il benessere, la democrazia", aggiunge, invitandoli a un voto costruttivo per Gualtieri.

L'ex ministro dell'economia, per perorare la propria elezione, invoca "unità e partecipazione", perché "molte strade le avevamo abbandonate ma ora siamo tornati e dove c'era scetticismo siamo tornati ancora, e invitato tutti a unirsi a noi". Infine annuncia che sarà "un sindaco ambientalista", ma anche che non darà risposte di parte alle violenze degli ultimi giorni: "bisogna rispondere con la bandiera italiana in una mano e la Costituzione nell'altra".

Se Michetti ha già annunciato per la sua squadra di Giunta, in caso di vittoria, oltre alla presenza di Guido Bertolaso, la prosindaca Simonetta Matone della Lega e Vittorio Sgarbi come assessore alla Cultura, Gualtieri ha rivelato che avrà una vice donna, oltre la metà di donne in Giunta ma nessun nome: "come ha fatto Sala", spiega, indicherà la squadra, ampia, prima di qualche giorno dalla fine dello spoglio.

Per governare Roma, però, non bastano un sindaco e la sua Giunta: queste elezioni rinnoveranno, infatti, anche l'Assemblea capitolina e i vertici dei XV Municipi della Capitale. Il candidato che vincerà potrà contare in Aula Giulio Cesare su 29 consiglieri in un totale di 48 scranni. Rachele Mussolini di Fdi, la consigliera più votata, guiderà la prima seduta d'Assemblea. Se il sindaco dovesse essere Michetti, Fdi porterebbe in Aula 17 consiglieri, 6 la Lega, 3 Forza Italia, 2 la civica di Michetti e 1 Rinascimento di Sgarbi. Sette seggi d'opposizione andrebbero a Calenda, 1 alla civica di Gualtieri, 5 al Pd, 1 per la Civica del candidato sindaco.

Il M5s porterebbe 4 consiglieri e 1 la Civica di Virginia Raggi. Se invece vincesse Gualtieri, potrebbe contare su 18-19 seggi, compresi 5 della civica, 2 di Sinistra civica, 2 di Roma Futura, 1 di Demos e 1 di Europa Verde. Calenda siederebbe in Aula con 5 consiglieri, con Michetti Fdi porterebbe 5 consiglieri, 2 la Lega, la sindaca uscente Virginia Raggi sarebbe accompagnata da 2 M5S e da 1 consigliere della sua lista civica.

Per quanto riguarda i 15 Municipi, il centrosinistra dopo il primo turno è in vantaggio nei Municipi I Centro, II Parioli San Lorenzo, III Montesacro/Tufello, VII Appio, VIII Garbatella, confermato dalla scorsa consiliatura, e XII Portuense. In totale 6. Il centrodestra, invece, arriva al ballottaggio in vantaggio nei Municipi IV Casal Bruciato/San Basilio, V Prenestino, VI delle Torri, il IX dell'Eur, e il X di Ostia, il XIII di Aurelio/Casalotti, il XIV di Primavalle, dove insiste anche il quartiere di provenienza della sindaca M5S uscente Raggi, la borgata Ottavia, e il XV. In totale 8. Vicinissimi, con un lieve vantaggio per il centrodestra sul centrosinistra, i candidati presidente nel Municipio XI Marconi.

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