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Rossi: rete unica motore di crescita ma la maggioranza spetta a Tim

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Milano, 19 set. (askanews) - La rete unica "può essere un formidabile motore di crescita economica" e Tim "intende avere la maggioranza azionaria perché conferisce cespiti e competenze di valore maggiore", ma "accetta di non avere la maggioranza del cda, perché è evidente che esiste un tema di presenza pubblica e di garanzia di neutralità e di accesso equo alla rete da parte di tutti i fornitori di servizi". Lo ha sottolineato il presidente del gruppo di tlc, Salvatore Rossi, in un'intervista al Corriere della Sera, secondo cui è "evidente che la composizione azionaria dell'eventuale società per la rete unica dovrà riflettere i conferimenti dei diversi soggetti che andranno a confluirvi". Non era meglio una Rete unica di Stato? "La storia economica - ha spiegato Rossi - insegna che un'impresa integralmente gestita dalla Stato è sempre meno efficiente di un'impresa privata, in qualunque Paese. La combinazione vincente è privato-pubblico, ci vogliono tutte e due le componenti". In merito alle voci di un possibile stop della Ue al progetto della rete unica che ha fatto scivolare Tim in Borsa, Rossi ha affermato: "voci poi smentite ma messe in giro chissà da chi e basate su chissà quali presupposti, dal momento che finché non sia stato raggiunto un accordo completo non può essere fatta alcuna notifica alle Autorità, che quindi non hanno elementi per esprimere un giudizio, neanche parziale". "Dalle Autorità - ha detto ancora Rossi - ci si attende un giudizio molto importante" ma la tutela della concorrenza, che è un tema centrale, "va contemperata con l'interesse fondamentale dei consumatori a disporre del bene in questione, nel nostro caso di una Rete ultraveloce".