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Rosso Europa. Contagi in crescita, aumentano Paesi con obblighi vaccinali

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Diffusione del Covid-19 in Europa (Photo: Ecdc)
Diffusione del Covid-19 in Europa (Photo: Ecdc)

“La situazione epidemiologica in Europa resta estramemente preoccupante a causa della diffusione della variante Delta del Covid. Siamo nel bel mezzo della quarta ondata e la combinazione tra alti tassi di vaccinazione e le misure di prevenzione sono l’unica strada per uscirne”. A dirlo è il capo della strategia vaccinale dell’Ema, Marco Cavaleri. “Viste le incertezze su Omicron, oltre a una situazione già grave dobbiamo adottare misure precauzionali ora”. È l’allarme lanciato invece dall’Ecdc, lo European Centre for Disease Prevention and Control, di fronte a una situazione pandemica che in Europa sta esplodendo nuovamente, tornando a far preoccupare gli esperti. “Serve un’azione urgente per aiutarci a mantenere bassa la trasmissione, alleviare il pesante fardello sui sistemi sanitari e mantenere le persone vulnerabili al sicuro durante il prossimo periodo festivo, in cui i contatti tra gruppi di persone aumentano”.

Che l’Europa si stia trovando al centro della nuova esplosione di casi Covid è chiaro. Dati alla mano, sebbene le ospedalizzazioni e le terapie intensive siano diminuiti rispetto allo scorso anno, grazie soprattutto ai vaccini, i contagi hanno raggiunto numeri record, al punto che in alcuni casi le curve superano addirittura quelle di un anno fa. A novembre nel continente si registrava il 60 per cento dei nuovi casi di contagio mondiali.

La gravità della situazione è evidente soprattutto nel grafico pubblicato dall’Ecdc sul tasso di contagi registrati nelle ultime due settimane per 100mila abitanti in tutto il mondo. L’Europa, rispetto al resto dei Paesi tinti di giallo o di arancione, è una macchia rossa scura.

Diffusione del Covid-19 in Europa (Photo: Ecdc)
Diffusione del Covid-19 in Europa (Photo: Ecdc)

Per arginare la rapida crescita dei casi, dopo Austria, Germania, Grecia e Repubblica Ceca, anche altri Paesi stanno pensando a forme di vaccinazione obbligatoria.


“In Gran Bretagna ci potrebbero essere circa un milione di casi Omicron entro un mese”, ha detto il ministro della Salute Sajid Javid parlando a Sky News. “Rispetto a questa nuova variante, la nostra strategia è stata quella di guadagnare tempo per valutarla e anche per costruire difese protettive” ha affermato spiegando che negli ultimi giorni si è iniziato a sapere di più sulla variante, che “si diffonde molto rapidamente, più velocemente di qualsiasi altra seguenza di Covid che abbiamo visto finora”. Javid ha comunque nuovamente escluso in Gran Bretagna l’introduzione di una vaccinazione obbligatoria: ”È eticamente sbagliata e non funzionerebbe” ha detto.

La Germania registra più di 70.000 nuovi contagi da Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il bollettino dell’Istituto Robert Koch segnala 70.611 casi e altri 465 morti. Il nuovo cancelliere Olaf Scholz ha intanto scelto come ministro della Salute il medico epidemiologo Karl Lauterbach, che tra le altre cose dovrà finalizzare l’obbligo di vaccinazione anti-Covid per tutto il personale sanitario, compreso quello di assistenza agli anziani, e valutare l’ipotesi di un obbligo allargato per tutti i cittadini.

Anche in Italia, per ora, l’obbligo di vaccinazione a tutti gli adulti non è ancora stato discusso. La buona copertura vaccinale ci ha aiutato a frenare la crescita dei contagi, ed è possibile che a invertire la curva basteranno le terze dosi, il baby vax e, soprattutto, il super Green pass (riservato a vaccinati o guariti), entrato in vigore lunedì 6 dicembre.

Anche in Spagna si registra un’accelerazione dei casi Covid, che sono tornati a crescere esponenzialmente dallo scorso ottobre. Dopo il via libera della Commissione per la salute pubblica, il Paese si sta preparando a estendere la procedura di immunizzazione ai bambini dai 5 agli 11 anni. In Spagna la vaccinazione resta volontaria ma ci sono almeno cinque regioni che chiedono che sia obbligatorio per tutti i lavoratori che si prendono cura di persone fragili, come gli operatori sanitari e il personale delle case di cura.

L’Austria, in tema di obbligo vaccinale, ha fatto da apripista in Europa, decidendo di introdurlo per tutti a partire dal primo febbraio 2022. In base al disegno di legge che sta prendendo forma i no vax riceveranno ogni tre mesi un invito dal ministero della sanità a farsi immunizzare e, in caso di inottemperanza, scatta ogni volta una multa da 600 euro, che diventa una super-ammenda da 3.600 euro per chi non la paga entro i termini stabiliti. Sono esentati dall’obbligo i bambini sotto i 14 anni, donne incinta, chi è guarito da meno di 180 giorni e altre persone che non possono essere vaccinate per motivi medici. Le donne che hanno partorito e i ragazzi che compiono 14 anni hanno un mese di tempo per ricevere la prima dose.

In Svizzera l’incidenza dei contagi nell’arco di 14 giorni è arrivata a 1269,8 casi ogni 100mila abitanti, con un tasso di positività che si attesta attorno al 16 per cento. Il 66,11 per cento della popolazione è totalmente vaccinata. Di fronte alla situazione pandemica, il governo svizzero ha deciso di mettere a disposizione dei cantoni fino a 2.500 soldati che potranno fornire supporto agli ospedali nella cura e nel trasporto di pazienti, nonché nella vaccinazione. Per ora però non si discute di obbligo vaccinale.

Il Belgio, che ha vissuto una prima ondata di contagi Covid tra le più pesanti in Europa, ha registrato oltre 78mila infezioni giornaliere da Covid-19 negli ultimi sette giorni e 284 decessi su una popolazione di 11 milioni di abitanti. Grave la situazione dei ricoverati che sono in costante aumento da ottobre. Il governo ha reso obbligatorie le vaccinazioni per tutti i suoi operatori sanitari a partire dal primo gennaio. Quelli che rimarranno non vaccinati riceveranno una notifica di sospensione del loro contratto, a meno che non possano fornire un certificato di guarigione da Covid o tamponi negativi. Nel Paese non sono mancate le proteste per questa decisione. Diverse migliaia di operatori sanitari hanno protestato martedì 7 dicembre a Bruxelles, non solo per opporsi all’obbligo, ma anche per chiedere migliori condizioni di lavoro.

In Polonia per gli operatori sanitari, gli insegnanti e le forze dell’ordine la vaccinazione diverrà obbligatoria dal primo marzo 2022. Con oltre 28mila casi e 591 decessi soltanto nelle ultime 24 ore, il Paese è tra i più colpiti dalla nuova ondata pandemica, e ora le autorità temono che la nuova variante Omicron possa innescare un ulteriore aumento delle infezioni. “Non ci sono segnali di una chiara tendenza al ribasso, e c’è il rischio che la mutazione Omicron appaia”, ha detto il ministro della salute Adam Niedzielski durante una conferenza stampa. “Questi due fattori ci impongono un’azione decisiva”. La Polonia non ha ancora riportato alcun caso della variante Omicron, ma Niedzielski ha detto che il limite del numero di persone ammesse negli spazi pubblici come ristoranti e cinema sarà abbassato dal 50 al 30 per cento. Le imprese saranno tenute a controllare i certificati Covid dei clienti, mentre i locali notturni saranno chiusi dal 15 dicembre, inclusa la notte di Capodanno.

Nei Paesi dell’Europa dell’est, infine, ancora non si parla di un obbligo vaccinale generalizzato, sebbene proprio in questa area i contagi stiano segnando numeri record. Sei sono ancora gli Stati che hanno un tasso di vaccinazione complessivo inferiore al 55% (Bulgaria, Romania, Slovacchia, Croazia, Polonia e Slovenia). “I gruppi o le sacche di Paesi o regioni meno vaccinati rappresentano un rischio per l’Ue nel suo insieme. Dà respiro alle varianti più severe e trasmissibili. Non posso sottolineare abbastanza l’urgenza di vaccinare”, ha detto la commissaria europea, Stella Kyriakides, sollecitando “ad un’azione urgente e coordinata” a partire dai vaccini “per rispondere rapidamente all’evolversi della situazione” che definisce “difficile”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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