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RSE: flotte aziendali importante campo sviluppo per auto elettrica

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 22 lug. (askanews) - Ventiquattro postazioni di ricarica di cinque diversi costruttori gestiti da un unico sistema infrastrutturale in grado di far dialogare soluzioni diverse a disposizione: e' l'istallazione realizzata da Rse - Ricerca di sistema energetico - con il duplice obiettivo di completare, da un lato, un passaggio importante nella scelta di elettrificare la flotta aziendale e promuovere tra i collaboratori la mobilità elettrica, e dall'altro di testare e sperimentare, testare e valutare diverse soluzioni tecnologiche a beneficio di stakeholder pubblici e privati. L'istallazione è stata inaugurata con una cerimonia simbolica e un evento di studio dedicato alla mobilità elettrica e al ruolo che possono svolgere le flotte aziendali nello sviluppo della soluzione.

"RSE ha dimostrato ancora una volta il proprio ruolo di aggregatore: di competenze, di tecnologie e di partner per la ricerca e l'innovazione - ha detto Maurizio Delfanti, amministratore delegato di RSE - Il settore delle flotte aziendali rappresenta un promettente campo d'azione per l'elettrificazione della mobilità. Rispetto ai veicoli privati, le auto in dotazione alle aziende sono, infatti, tipicamente caratterizzate da percorsi ripetibili, aree di parcheggio dedicate e lunghi tempi di sosta. Il tema della ricarica sui luoghi di lavoro rappresenta, quindi, per il territorio, e in particolare per l'area di Milano e della Lombardia, una possibilità che crea efficienza, anche in termini economici, oltre che sinergia con le misure volte a favorire la diffusione della tecnologia di integrazione tra i veicoli e la rete elettrica. L'evoluzione tecnologica dei sistemi di accumulo ha portato negli ultimi anni a un sensibile incremento della capacità delle batterie dei veicoli elettrici, che si attesta oggi a 40-60 kWh per auto di media taglia, corrispondenti a 250-350 km di autonomia. Salvo casi specifici, tali autonomie sono perfettamente in grado di soddisfare le esigenze di percorrenza quotidiana delle auto di servizio, sia delle aziende private sia delle Pubbliche Amministrazioni",

"RSE da tempo presidia il tema della mobilità sostenibile, supportando le Istituzioni centrali e territoriali attraverso l'attività di ricerca e rappresentando il punto di intersezione tra la policy pubblica e l'industria", ha inoltre ricordato Delfanti, citando il recente studio realizzato da Arera, proprio con il contributo di RSE, sul mercato e sulle caratteristiche dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici.

La mattinata di studio ha visto tra gli altri il contributo di Stefano Saglia, componente del Collegio di Arera, a cui è affidato il compito di evolvere la propria regolazione. "Il nostro compito è quello di indirizzare i cittadini verso comportamenti virtuosi ha detto Saglia - Lo stiamo facendo anche con iniziative di regolazione sperimentale con la Del. 541/20: dobbiamo sviluppare politiche industriali in grado di accompagnare il mercato nello sviluppo della mobilità sostenibile".

Un focus di carattere tecnico è stato quello proposto da Giuseppe Mauri, Responsabile Gruppo di Ricerca "Tecnologie ICT per gestione e sicurezza informatica reti T&D", del Dipartimento Tecnologie di Trasmissione e Distribuzione di RSE.

Il tema della mobilità sostenibile nei suoi aspetti più legati al territorio, specificatamente sulla realtà lombarda e sulla città di Milano, è stato invece discusso nel confronto al quale hanno partecipato Raffaele Cattaneo, assessore all'Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Marco Granelli, assessore a Mobilità e Lavori pubblici del Comune di Milano; Omar Imberti, coordinatore del gruppo e-mobility di ANIE; Francesco Naso, segretario generale di MOTUS-E; e Camillo Piazza, coordinatore di e_mob.

Tra i gli elementi sottolineati dai relatori: l'esigenza che i CPO (Charging Point Operator) possano dialogare efficacemente con gli operatori delle reti di distribuzione; l'adozione di una visione globale e non frammentata tra i singoli Comuni italiani; la previsione di regolamenti orientati all'incentivazione, più che al divieto, di strade che portino alla decarbonizzazione; la necessità di stabilire una meta senza imporre il percorso, sostenendo l'innovazione e le tecnologie compatibili con l'ambiente e disincentivando l'utilizzo di fonti fossili; l'esigenza di mettere a disposizione dei cittadini le risorse per promuovere il cambiamento, accompagnandoli nell'utilizzo dei mezzi sostenibili.

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