Quando la Rete aiuta a ritrovare le bici rubate

La community online Rubbici.it permette di postare annunci di biciclette trafugate o sospette e dà consigli per proteggerle dai furti

Amate andare in bici, ma come me vivete con l’incubo che vi possa essere rubata da un momento all’altro? E questo nonostante catene pesanti e lucchetti? Oltre alle denunce da fare ai vigili urbani, per noi amanti delle due ruote che vogliamo spostarci in maniera low cost, da qualche tempo a questa parte esiste un sito che già dal nome è esplicativo: Rubbici (www.rubbici.it).

Più che un sito è una community, ed è sicuramente da aggiungere tra i preferiti. A crearlo è stato un ragazzo che con le bici – se non perché ha ricominciato ad andarci qualche anno fa – e con la creazione di siti tout court ha ben poco a che fare: Matteo Ganassali, anni 22, studente di ingegneria chimica. Il sito, che è stato creato con l’aiuto di amici, è forse l’ultima speranza – assieme ai vigili – per ritrovare la propria bici e non a caso, come mi dice Matteo, ha “diverse migliaia di visite al mese”.

Ma come funziona? E' diviso in varie sezioni: c’è quella ovviamente dedicata alle bici rubate dove chi si è visto sottrarre l’amato mezzo, posta le foto, descrive la bicicletta e racconta com’è andato il fatto (“spesso soffermandosi più sull’accaduto che sulla bici in sé, e questo non serve molto per ritrovarla”,  precisa Matteo), quella dedicata alle bici sospette e a quelle ritrovate. Per un totale – al momento - di 1.218 annunci, di cui 200 sono relativi a quelle sospette. Questa sezione incarna benissimo lo spirito della community di chi fa mutuo soccorso gratuito nei confronti dei ciclisti disperati: ci sono infatti le segnalazioni di chi va a fare dei giri nei mercatini dell’usato abbastanza noti (dove la merce contraffatta è spesso all’ordine del giorno) e nota bici ottime vendute a un prezzo troppo basso o simili a quelle che sono state postate su Rubbici.

Ma non solo mercatini: la ricerca della refurtiva si fa anche online e per capire che le bici potrebbero essere rubate, basta leggere con occhio critico alcuni annunci di vendita biciclette: “Se il prezzo è troppo basso oppure c’è sempre la stessa persona che vende una quantità cospicua di bici tutte insieme o se, ancora, il mezzo viene descritto con informazioni poco tecniche quando nella foto accanto all’annuncio c’è un modello di un certo livello”,spiega Matteo, “ecco tutti questi casi finiscono tra le bici sospette”.

L’idea è quindi di fare “matching” ossia di mettere insieme tutte le segnalazioni di furto per far sì che la bici sia ritrovata, creando una sorta di database. E quando i ladri di biciclette vengono stanati o quantomeno l’oggetto della refurtiva viene ritrovato, va a finire dritto dritto nella sezione delle bici ritrovate: l’ultima bicicletta recuperata risale al 16 ottobre quando è stata rinvenuta dalle parti di San Donato a Milano. Trovata grazie alla segnalazione di un utente che l’aveva vista e che ha contattato chi aveva postato l’annuncio. “Mettere le foto aiuta”, continua Matteo. “Una volta in Corso Sempione (a Milano, ndr) un ragazzo ha visto la sua bici legata a un palo, l’ha riconosciuta, ha aspettato pazientemente che la venissero a prendere e ha fatto presente che era la sua bici. Non è stato facile convincere l’ignoto acquirente (l’aveva presa in un mercatino), ma quando ha visto l’annuncio postato sul nostro sito con la descrizione e il resto, ha dovuto acconsentire a restituirla”.

Sul sito c’è un’intera sezione dedicata ai consigli contro il furto. Qui vi diamo qualche suggerimento (economico) per non farsi soffiare la bici. “Intanto, prendete il numero di telaio che si trova sotto il movimento centrale della bici, vicino ai pedali”, afferma Matteo. “Poi fate foto più che potete: lì per lì vi sembrerà inutile, ma vi aiuterà se dovrete denunciarne il furto. E personalizzatela il più possibile perché anche se verrà camuffata, quel particolare solo vostro potrebbe aiutare a ritrovarla”. 

I ragazzi di Rubbici stanno poi lavorando a un antifurto che sia economico e soprattutto che sia adatto a tutte le bici e “unico”: “Ogni casa produttrice ha la sua modalità, mentre noi vogliamo creare, in collaborazione con le istituzioni, un antifurto che valga per tutti e non a scopi commerciali. Se scoraggiamo il mercato illegale e mettiamo fine a questo smercio di bici, anche io, come ogni ciclista, me ne avvantaggio perché non ho più paura di lasciare la mia bici in giro”. Un altro modo di fare…bike sharing.


Una rubrica pensata per chi pensa che la frugalità sia un valore; per chi è sempre alla ricerca di nuove idee per risparmiare; per chi vuole scoprire il punto di vista e le sfide di chi vive bene anche con poco.