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Russia fa dietrofront e rientra in accordo su grano via Mar Nero

La nave cargo Razoni, battente bandiera della Sierra Leone, che trasporta grano ucraino nel Mar Nero al largo di Kilyos, vicino a Istanbul

ISTANBUL (Reuters) - La Russia ha annunciato che rientrerà nell'accordo che consente all'Ucraina di esportare grano attraverso il Mar Nero, solo quattro giorni dopo averne sospeso l'attuazione.

Nel fine settimana, Mosca si era ritirata dall'intesa sostenendo di non poter garantire la sicurezza delle navi civili che attraversano il Mar Nero a causa dell'attacco di un drone contro la sua flotta.

"La Federazione russa ritiene che le garanzie ricevute al momento siano sufficienti e riprende l'attuazione dell'accordo", ha dichiarato il ministero della Difesa in un comunicato.

Il dietrofront è avvenuto a seguito di una telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e il capo di Stato turco Tayyip Erdogan ieri, e dopo consultazioni tra i rispettivi ministri della Difesa.

"Si tratta di un'inaspettata inversione di marcia", ha detto Andrey Sizov, responsabile della società di consulenza agricola russa Sovecon.

"Non avevamo affossato questo accordo, ma non ci aspettavamo nemmeno un ritorno della Russia così presto, perché non era molto chiaro il tipo di garanzie la Russia avrebbe potuto ottenere e la rapidità con cui ciò sarebbe avvenuto. Ma, beh, bel lavoro Erdogan", ha commentato Sizov.

Anche dopo la telefonata con il leader turco, il Cremlino aveva detto che Mosca avrebbe valutato la possibilità di riprendere l'accordo solo dopo una "indagine dettagliata" sull'attacco di sabato con un drone contro la flotta del Mar Nero.

Mosca ha accusato l'Ucraina di aver portato avanti l'attacco con il sostegno della Gran Bretagna.

Kiev non ha rivendicato la responsabilità dell'azione militare e nega di aver utilizzato per scopi militari il corridoio di sicurezza previsto dal programma per l'esportazione di grano. La Gran Bretagna ha negato il coinvolgimento e ha accusato la Russia di cercare di distogliere l'attenzione dai fallimenti militari in Ucraina.

Nella dichiarazione di oggi, il ministero della Difesa russo ha affermato che grazie al coinvolgimento delle Nazioni Unite e della Turchia è stato possibile ottenere garanzie scritte da parte dell'Ucraina sul fatto che non avrebbe usato il corridoio umanitario o i porti ucraini per condurre operazioni militari contro la Russia.

Lunedì scorso Mosca aveva detto che per le navi sarebbe stato rischioso e inaccettabile continuare a attraversare il corridoio umanitario stabilito nell'ambito dell'accordo mediato da Turchia e Nazioni Unite, che aveva aperto i porti ucraini e le rotte di navigazione precedentemente bloccate dalla Russia.

Nonostante la mossa russa, le navi hanno continuato a esportare il grano ucraino e ieri si è registrato un volume di traffico record.

Secondo l'analista politica russa Tatiana Stanovaya, l'annuncio di oggi rappresenta un riconoscimento da parte di Putin dell'impossibilità di bloccare le esportazioni.

"Il Cremlino stesso è semplicemente caduto in una trappola da cui non sapeva come uscire", ha affermato Stanovaya.

"È stato necessario ritirarsi e fare buon viso a cattivo gioco (con scarso successo). Putin, per quanto preoccupato dall'Ucraina, dalla sua missione storica e dalla sua fede di essere nel giusto, rimane un politico moderatamente razionale che sa come ritirarsi se necessario".

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Stefano Bernabei, Francesca Piscioneri)