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Sì, gli uomini europei aiutano di più nelle pulizie di casa (e la parità di genere ringrazia)

·2 minuto per la lettura

Sui giornali è recentemente apparso un titolo che ci ha fatto un po’ storcere il naso, facendo capire (ancora una volta) che il linguaggio usato dai media non sempre aiuta a ridurre il gender gap. Raccontare della showgirl argentina Belén Rodriguez, dicendo che “mondana e bellissima” si prepara per uscire, e del compagno Antonino Spinalbese che resta invece a casa a fare il “mammo”, alimenta una narrazione scorretta, secondo cui cura dei figli e faccende domestiche appartengono esclusivamente alla sfera femminile. Non è così. Gli uomini, italiani soprattutto, si occupano della casa, talvolta traendone grande beneficio.

Photo credit: MoMo Productions - Getty Images
Photo credit: MoMo Productions - Getty Images


A confermare la teoria è uno studio realizzato da Polti, azienda di elettrodomestici a vapore che a fine giugno ha pubblicato un nuovo report europeo, evidenziando come l’impegno maschile nelle attività domestiche sia notevolmente aumentato. Gli italiani fanno meglio dei colleghi spagnoli e francesi, facendo registrare l’incremento maggiore, passando dal 60% del 2019 al 74% del 2020. Complice di questo incremento è stata anche l’emergenza sanitaria: passare più tempo tra le mura domestiche ha fatto capire l’importanza di vivere in un ambiente pulito e confortevole, e soprattutto ha aiutato la salute, fisica e mentale. “Un comportamento controllato di ordine e igiene è un’attività che permette il rilascio di un ormone molto importante come la serotonina, che provoca senso di rilassamento e piacere - spiega lo psicologo Daniele Marchesi - le condizioni dettate dal Covid-19 hanno determinato sicuramente squilibri umorali a tutti noi. Quale arma migliore, dunque, quando il mondo è confuso, se non pulire e riordinare il proprio spazio?”. Quali sono le attività che portano maggiori benefici? Lavare i panni, stirare e riordinare. “È come donare vita nuova a ciò che abbiamo tra le mani – prosegue Marchesi -. In un certo senso è come redimere ciò che per la nostra mente è sgradevole”, stirare attenua invece lo stress: “Comporta la sparizione di pieghe sgradevoli anche alla vista in un'immagine di liscio perfetto e armonico. Il senso di piacevolezza che ne risulta dipende dal risultato ottenuto e dalla consapevolezza di essere stati noi a produrlo”, conclude. In uno studio condotto nel 2008 dal British Journal of Sports Medicine, gli esperti la definivano addirittura “Cleaning Therapy”, spiegando come le pulizie migliorassero la salute mentale: “Anche solo 20 minuti al giorni di faccende domestiche possono avere un impatto positivo sulla nostra mente”.

Photo credit: Michael H - Getty Images
Photo credit: Michael H - Getty Images

Ultimo, ma non meno importante, anche il famoso e spesso temuto “cambio dell’armadio” aiuta a liberare dal superfluo: buttando gli abiti che non ci servono più riusciamo a rimettere ordine nel nostro quotidiano. Non a caso la giapponese Marie Kondo ha fatto fortuna scrivendo un libro dal titolo: “Il magico potere del riordino”, di cui è disponibile anche una serie su Netflix nella quale illustra tutti i fondamenti della suo rivoluzionario Konmari Method. Il modo migliore per scegliere cosa tenere e cosa buttare è prendere ogni oggetto in mano e chiedere: Questo suscita gioia? - ricordava la organizing consultant - Se lo fa, tienilo. In caso contrario, smaltiscilo”.

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