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Sace: l'export italiano tiene il passo ma rallenta, +2,8%... -2-

Red/Rar

Milano, 17 dic. (askanews) - Nel 2020 e nel successivo biennio, spiega il rapporto di Sace Simest, l'export italiano continuerà ad avanzare grazie, principalmente, alla ripresa dei beni di investimento, che beneficeranno di una più favorevole dinamica della domanda globale trainata soprattutto dal recupero dei Paesi emergenti. Per contro, è atteso un rallentamento fisiologico dei beni di consumo e agroalimentari, dopo l'ottima performance di quest'anno, sebbene la crescita continuerà a ritmi relativamente più sostenuti soprattutto nel periodo 2021-22.

L'Ufficio Studi di Sace Simest ha delineato i settori e i paesi più promettenti sui quali puntare. Nella meccanica strumentale, performance positive per il settore dei macchinari (+4,2% nel 2020 e +4,4%, in media, nel biennio 2021-22) sia nei principali mercati di destinazione quali Cina, India, Spagna, Stati Uniti e Russia, sia in diverse geografie meno battute in Africa Subsahariana, Asia e America Latina. In Angola c'è domanda di macchinari industriali e agricoli, coerentemente con la strategia del Governo che mira alla diversificazione dell'economia con investimenti in quest'ultimo settore. In Ghana e Kenya ci saranno opportunità per gli esportatori italiani di macchinari per la trasformazione alimentare e macchinari impiegati nei comparti minerario e dell'oil&gas. Nelle Filippine, tra gli altri, i nostri apparecchi e macchine di sollevamento e movimentazione troveranno terreno fertile grazie al massiccio programma di miglioramento delle infrastrutture in atto che comprende strade, porti e aeroporti, nonché al boom del settore edile. In Vietnam, i macchinari richiesti sono quelli dei settori conciario-calzaturiero e del tessile-abbigliamento; ma anche per la lavorazione di gomma e plastica, legno e mobili. In Perù le prospettive sono positive per i macchinari, sia per l'industria agro-alimentare, sia per quella tessile, poiché sta tentando di riposizionarsi su una fascia più alta di mercato sfruttando le pregiate materie di cui dispone, quali fibre di alpaca e vigogna, nonché cotoni di ottima qualità, ma ha bisogno di tecnologie produttive più avanzate. (segue)