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Un sacrificio di prezzo non problematico

Gaetano Evangelista
 

Impressiona il ribaltamento di fronte a Piazza Affari: non tanto per l’entità del segno finale o per l’escursione sperimentata; quanto per la somiglianza con l’analogo episodio registrato in occasione del massimo di luglio.

I listini azionari avevano cominciato il mese di ottobre e il quarto trimestre con il piede giusto, ben intenzionati ad avere finalmente ragione delle resistenze che ne sacrificano da alcune settimane le ambizioni. E fino alle 16, ora italiana, sembrava che il tentativo avesse buone possibilità di andare a segno.

Poi è stato rilasciato l’ISM Index di settembre, e le vendite prepotentemente si sono riaffacciate. Impressiona il ribaltamento di fronte a Piazza Affari: non tanto per l’entità del segno finale o per l’escursione sperimentata; quanto per la somiglianza con l’analogo episodio registrato in occasione del massimo di luglio: uno "SMTP", per citare un setup noto ai nostri lettori, che mette i brividi ai Tori, e rimanda l’appuntamento con il break della resistenza. Abbiamo ottime aspettative per il quarto trimestre, ma il mese di ottobre nasconde alcune fastidiose insidie.

Ad ogni modo, non bisogna farsi impressionare da questa falsa partenza. Dal Dopoguerra ad oggi si contano altri 10 precedenti di saldo a Wall Street inferiore al -1% al termine della prima seduta di ottobre; quello più recente risalendo al 2014. Alla fine del mese in questione, lo S&P500 è salito in 8 casi (nei due negativi ha perso in media un ulteriore 0.8%), conseguendo nel complesso un saldo medio del +4.6% (+2.8% la performance mediana). Dunque gli spazi verso il basso si confermano alquanto contenuti; e ogni ulteriore debolezza, appare destinata ad essere rovesciata nella seconda metà del mese.

Questa riflessione fa il paio con lo sfaldamento dell’ampiezza di mercato a cui assistiamo da alcune settimane a questa parte. L’ADT11 convalida in modo mirabile le ripartenze di mercato, e quest’anno ha fatto capolino già quattro volte, come si ricorderà.

Ma questo indicatore di ampiezza risulta efficace anche quando consegue letture particolarmente contenute: tutte le circostanze analoghe, ad evidenza, hanno colto nel 2019 – e anche prima – minimi di mercato non disprezzabili. Data l’attuale rilevazione, il sacrificio di prezzo a cui andiamo incontro non dovrebbe essere così problematico.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online