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Saipem, Eni, forte calo su crollo greggio, scontro A.Saudita-Russia, tiene Saras

Il logo di Eni-Saipem presso un distributore di benzina a Milano.

Eni e Saipem si muovono con ribassi a due cifre, dopo che non sono riuscite a fare prezzo in avvio di seduta, travolti dal calo di oltre il 20% del prezzo del greggio, sceso a 37 dollari al barile, dopo che l'Arabia Saudita ha deciso di tagliare il prezzo della materia prima.

Intorno alle 11,10 Eni segna una flessione del 15,6% a 8,6 euro. Saipem arretra del 18% a 2,32 euro. Maire Tecnimont perde il 10,8% a 1,8 euro. Fa decisamente meglio la società di raffinazione Saras che contiene il ribasso a -3,4% a 0,84 euro. Il settore oil a livello europeo perde intorno al 12%. Saudi Aramco sta cedendo il 10%.

A scatenare il ribasso, oltre ai timori legati all'impatto sui consumi a livello globale del greggio a seguito dell'epidemia da coronavirus, l'intenzione dell'Arabia Saudita di aumentare la produzione di petrolio il mese prossimo a ben 10 milioni di barili al giorno in risposta alla decisione della Russia di non partecipare ai tagli Opec e, contemporanemente, a ridurre i prezzi del suo greggio.

Secondo un primario broker italiano, "nonostante la forte discesa delle azioni già registrata negli ultimi giorni, le vendite si stanno riversando su tutto il settore, senza molta selezione fra i diversi titoli: Eni e Saipem sono i più fortemente impattati, mentre impatto più limitato per Maire Tecnimont". Per quanto riguarda Saras, invece, rileva il broker, "l'impatto è teoricamente positivo perché i margini di raffinazione si allargano nel breve".