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Sala: "Ad oggi niente lockdown a Milano"

Primo Piano
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(AP Photo/Luca Bruno)
(AP Photo/Luca Bruno)

Niente lockdown a Milano. Nonostante i dati sempre allarmanti e l'appello dei medici per una chiusura "immediata", il sindaco Beppe Sala esclude l'ipotesi al momento.

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Il vertice con la Regione

C'era attesa per l'esito del vertice con la Regione Lombardia e i sindaci sull'emergenza Covid. "Ad oggi lato Regione Lombardia non si ipotizza nemmeno lontanamente di andare verso un lockdown stile marzo e aprile e io lo condivido", ha riferito in Consiglio comunale dopo la riunione. "Fontana ha sottolineato, e di questo ne abbiamo parlato anche durante il fine settimana, che a nuove restrizioni deve corrispondere ristoro da parte del governo, indicando quanto e quando rispetto a chi viene chiuso".

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La situazione nelle terapie intensive

La decisione di attendere ancora dipende dai numeri negli ospedali, fa sapere Sala: "Dal punto di vista sanitario quello che viene fuori è che la situazione lascia ancora margine di osservazione in questo giorno. Ricordo che si era detto il giorno 19, quando ci siamo riuniti con Fontana e i sindaci delle città, che l'ipotesi era che si arrivasse ad un livello di terapie intensive al 31 di ottobre che andava da un minimo di 435 a 800 al massimo. Da questo punto di vista la situazione sembra essere un po' meglio" (Sono 435 i posti occupati a oggi in Regione, +17 rispetto a ieri).

A favorire il miglioramento, spiega il sindaco, "probabilmente i comportamenti della gente, un po' spaventata, un po' sensibilizzata, che hanno portato a qualcosa che non può essere letto con totale serenità ma prendiamo atto che è un filo meglio di quanto si poteva immaginare 10 giorni fa".

Nuove misure sui mercati?

La linea condivisa tra Comune e Regione è quella di "vedere prima l'emanazione del nuovo Dpcm, poi verificare se si può aggiungere qualcosa a Milano. Per esempio qualcuno ipotizzava di tornare a ragionare su come vengono gestiti i mercati comunali scoperti", ha chiarito.

Scuola e trasporti pubblici

Sulla scuola "la mia posizione è precisa, credo che fino alle medie i ragazzi devono andare a scuola", ha aggiunto Sala. Sui trasporti pubblici, "se si portasse il limite al 50% (come ipotizza il governo nel nuovo Dpcm, ndr) il rischio è che non tutti potranno salire sui mezzi, l'unica possibilità è che si trovi una formula per coinvolgere i privati e che si mettano in servizio mezzi privati. Non è semplice però è l'unica via. Fontana mi rispondeva che per farlo abbiamo bisogno di fondi del Governo".

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